Roma, 5 febbraio 2026
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Ugl Salute esulta per la riapertura del San Giacomo: «Servizi essenziali restituiti ai cittadini». Il sindacato chiede assunzioni e tempi certi per il nuovo ospedale del centro storico

Avviata la gara per la riattivazione dello storico presidio chiuso nel 2008. Fabbri e Franceschini parlano di «battaglia durata anni», mentre la Regione Lazio punta alla riapertura tra il 2028 e il 2029 con una struttura dedicata a fragilità, cure intermedie e servizi territoriali

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

«La futura riapertura del San Giacomo non è solo una buona notizia: è il risultato di una battaglia che la Ugl Salute porta avanti da anni». Con queste parole Fabrizio Fabbri, segretario regionale, e Valerio Franceschini, segretario provinciale di Roma, commentano l’avvio della gara per dare una nuova vita allo storico presidio sanitario della Capitale, sottolineando l’importanza del percorso finalmente avviato.

La chiusura del 2008 e le conseguenze sul sistema sanitario romano

Il sindacato ricorda come la chiusura del San Giacomo, avvenuta nel 2008 per quelle che definisce «assurde logiche di taglio alla sanità», abbia rappresentato una scelta profondamente dannosa, privando il centro storico di Roma di una struttura pubblica fondamentale. Negli anni successivi, spiegano i rappresentanti Ugl, la decisione ha contribuito ad aggravare le liste d’attesa e ha spinto migliaia di cittadini a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure.

Il percorso della Regione Lazio e le tempistiche previste

Secondo la Ugl Salute, l’attuale giunta regionale guidata dal presidente Rocca ha avuto il merito di riaprire concretamente il dossier, avviando un iter amministrativo che dovrebbe portare, stando alle tempistiche previste, alla riattivazione del San Giacomo tra la fine del 2028 e il 2029. «Un passaggio importante – sottolineano Fabbri e Franceschini – che restituisce ai cittadini una prospettiva reale dopo anni di immobilismo».

Un nuovo modello di struttura sanitaria per il centro della Capitale

Il futuro San Giacomo dovrà configurarsi come una struttura moderna, orientata alle fragilità, alle cure intermedie e ai servizi territoriali. L’obiettivo indicato dal sindacato è quello di alleggerire la pressione sui pronto soccorso e riportare funzioni sanitarie essenziali nel cuore della città, rafforzando la rete dell’assistenza pubblica.

La richiesta centrale: assunzioni e organici adeguati

Per la Ugl Salute, tuttavia, la sfida decisiva sarà rendere realmente operativa la struttura. «Senza personale non c’è sanità. Per questo – affermano Fabbri e Franceschini – le assunzioni devono essere il pilastro del progetto». Il sindacato chiede organici adeguati per Rsa, lungodegenza, ambulatori e percorsi diagnostico-terapeutici, con professionisti sufficienti e turni sostenibili.

«Un simbolo del rilancio della sanità pubblica»

«La riapertura del San Giacomo – concludono – può diventare un nuovo simbolo del rilancio della sanità pubblica dopo anni di tagli. Ora occorre procedere con determinazione, mettendo al centro i cittadini e chi ogni giorno garantisce le cure».

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