
La Asl di Latina introduce il Disability Manager nel proprio assetto organizzativo. Una figura chiamata a intervenire sui processi interni dell'azienda sanitaria per favorire l'accessibilità degli ambienti di lavoro, l'inclusione delle persone con disabilità e le pari opportunità tra i dipendenti.
L'obiettivo non riguarda soltanto l'eliminazione delle barriere architettoniche. Secondo quanto spiegato dall'azienda sanitaria pontina, il Disability Manager dovrà occuparsi anche degli ostacoli di natura organizzativa, comunicativa, sensoriale e procedurale che possono limitare l'autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità.
La nuova figura avrà una funzione trasversale all'interno della Asl, mettendo in relazione uffici tecnici, amministrativi e gestionali. Tra i suoi compiti ci sarà l'analisi dell'accessibilità di ambienti, servizi, strumenti e informazioni, con l'obiettivo di integrare le esigenze delle persone con disabilità già nella progettazione delle procedure e nelle decisioni organizzative dell'azienda.
Il Disability Manager dovrà inoltre individuare soluzioni organizzative che consentano ai dipendenti di lavorare nelle condizioni più adeguate alle proprie esigenze e competenze. Un intervento che, nelle intenzioni della Asl, dovrebbe avere ricadute anche sui servizi rivolti ai pazienti, rendendo più accessibili gli spazi e le attività dell'azienda sanitaria.
«L'introduzione del Disability Manager risponde all'esigenza di dotare la nostra Azienda di una regia esperta che si occupi di equità e inclusione», ha spiegato la direttrice generale della Asl di Latina Sabrina Cenciarelli. Rendere più efficaci i processi interni e intervenire sulle barriere «fisiche, organizzative e concettuali», ha aggiunto, significa costruire un'azienda sanitaria «più moderna, efficiente e rispettosa delle persone che vi lavorano e che ad essa si rivolgono».
La decisione è stata accolta favorevolmente dall'assessore regionale all'Inclusione sociale e ai Servizi alla persona Massimiliano Maselli, che ha rivolto un «plauso» alla direttrice generale Cenciarelli.
«Si tratta di una figura importantissima per ottenere e mantenere i più elevati standard di accessibilità e inclusione», ha dichiarato Maselli, auspicando che anche gli altri direttori generali delle Asl del Lazio provvedano «prima possibile» a inserirla nei rispettivi organigrammi.
La figura richiamata dall'assessore trova un riferimento nella normativa sul pubblico impiego. L'articolo 39-ter del decreto legislativo 165 del 2001 prevede infatti che le pubbliche amministrazioni con più di 200 dipendenti nominino un responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità, con compiti legati anche alla predisposizione degli accomodamenti ragionevoli necessari a garantire un'effettiva integrazione nell'ambiente di lavoro.
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