
Sono centinaia i mezzi agricoli pronti a convergere alle porte della città per una protesta che gli organizzatori definiscono «una mobilitazione nazionale per la sopravvivenza dell’agricoltura».
Il concentramento è previsto in via di Castel di Leva, dove arriveranno circa 100 veicoli agricoli. Da lì partirà il corteo: 25 trattori sfileranno lungo via della Cecchignola, via di Tor Pagnotta, via Laurentina e viale dell’Umanesimo fino a raggiungere l’area di parcheggio del PalaEur, nel piazzale Pier Luigi Nervi.
La mobilitazione inizierà già all’alba. A spiegare l’organizzazione della protesta è Alberto Mondati, presidente di Agricoltori Romani.
«Il 6 marzo una colonna di oltre trenta trattori partirà da Capena alle cinque del mattino. Attraverseremo la Salaria, la Tiburtina, Tor Vergata e l’Appia per arrivare alla cooperativa Nuova a Castel di Leva, dove confluiranno altri mezzi provenienti da diversi territori del Lazio, anche dalla provincia di Rieti», afferma.
Secondo Mondati non si tratterà di una protesta isolata: «Non sarà solo una manifestazione locale, ma una mobilitazione coordinata con i principali gruppi di agricoltori italiani. La forza di questa protesta sta nell’essere uniti e nel dare voce a chi ogni giorno lavora la terra e produce cibo per il Paese».
La mobilitazione è promossa dal Coapi, Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani, che ha annunciato la manifestazione sui propri canali.
«Il 6 marzo saremo a Roma con i nostri trattori, le bandiere e la voce di chi vive la crisi agricola in prima persona. Non siamo in piazza per una passerella e non è una protesta ideologica: è una richiesta di sopravvivenza», si legge nella nota del coordinamento.
Il movimento richiama anche i principi della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle popolazioni rurali, rivendicando il riconoscimento del lavoro agricolo e della sua funzione sociale.
Al centro della protesta c’è la crisi che da anni colpisce il settore. Secondo gli organizzatori, l’aumento dei costi di produzione, la compressione dei prezzi e la concorrenza internazionale stanno mettendo in ginocchio soprattutto le piccole e medie aziende.
«Ogni azienda agricola che chiude è un pezzo del Paese che scompare. È lavoro che sparisce, territorio abbandonato e sovranità alimentare che si indebolisce», sostiene Mondati.
«Le imprese familiari non riescono più a reggere l’aumento dei costi e una concorrenza spesso sleale. Quando l’agricoltura italiana muore, non soffrono solo gli agricoltori: è tutto il Paese a perdere capacità produttiva e resilienza».
Dal movimento arriva anche un invito diretto al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, affinché partecipi alla protesta.
«Venga ad ascoltare questa piazza, non in un contesto protetto ma tra gli agricoltori che ogni giorno tengono in piedi il sistema alimentare del Paese. Le piazze non si scelgono: si ascoltano tutte», affermano dal Coapi.
Gli agricoltori chiedono politiche concrete per difendere il reddito delle aziende, favorire il ricambio generazionale e tutelare la sovranità alimentare italiana. «Il cibo non è una merce qualsiasi: riguarda la salute dei cittadini, la sicurezza alimentare e la tutela del territorio».
La mobilitazione romana sarà anche l’occasione per aprire un confronto con la politica. Il Coapi ha invitato parlamentari nazionali ed europei a partecipare a un incontro previsto durante le due giornate di mobilitazione, 6 e 7 marzo, dedicate al dialogo con altre categorie sociali.
Tra i temi principali: la crisi delle piccole e medie imprese agroalimentari, il diritto dei cittadini a un cibo sano e sicuro e la richiesta di escludere agricoltura e alimentazione dagli accordi di libero scambio.
Particolare attenzione sarà dedicata al no all’accordo tra Unione Europea e Mercosur, che secondo gli agricoltori rischierebbe di penalizzare il settore agricolo europeo. Per il coordinamento, l’applicazione del trattato «sarebbe un grave errore e un precedente pericoloso per la credibilità delle istituzioni europee».
La manifestazione potrebbe avere un impatto significativo sulla mobilità cittadina. Secondo quanto comunicato da Roma Mobilità, il corteo si svolgerà dalle 9 alle 11.30.
Dalle 6 del mattino scatteranno divieti di sosta nel parcheggio del PalaEur e lungo viale dell’Umanesimo. Il corteo partirà da via di Castel di Leva per poi attraversare via della Cecchignola, via di Tor Pagnotta, via Laurentina e viale dell’Umanesimo.
Possibili deviazioni anche per diverse linee del trasporto pubblico: 070, 072, 073, 074, 671, 705, 709, 714, 724, 780, 788 e 791.
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