Roma, 18 luglio 2026

Cavalli in fuga sulla Colombo: indagato l'agente della polizia locale che ha acceso i fuochi d'artificio

Due le batterie di fuochi d'artificio che hanno fatto imbizzarrire 35 animali. Accuse di lesioni colpose per un istruttore della polizia locale

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Cavalli in fuga sulla Colombo: indagato l'agente della polizia locale che ha acceso i fuochi d'artificio

C'è un primo indagato per l'incidente di venerdì notte che ha visto 35 cavalli dei reparti ippomontati fuggire nel corso delle prove generali per la parata del 2 giugno. La Procura della Repubblica di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un agente della Polizia Locale di Roma Capitale.

Il fascicolo d'indagine, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e avviato dopo una dettagliata informativa dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro, ipotizza i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose. All'agente viene inoltre contestata la pesante aggravante della violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio.

Fuochi d'artificio a 200 metri dai reparti: così è nato l'inferno

La vicenda si è consumata poco prima delle 23 nell'area di ammassamento delle Terme di Caracalla. I reparti ippomontati dell'Esercito Italiano, dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato erano schierati e pronti a muoversi per prendere parte alla tradizionale prova generale notturna in via dei Fori Imperiali, in vista dell'80° anniversario della Repubblica. In tutto 35 cavalli, in parte già montati e in parte condotti a mano dai cavalieri.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a scatenare il panico è stata l'improvvisa accensione di una batteria di fuochi d'artificio posizionata in un'area chiusa al traffico, a circa 200 metri dal contingente animale. I forti scoppi hanno terrorizzato gli animali e uno si è imbizzarrito per la paura, innescando una reazione a catena che ha travolto l'intero schieramento.

Militari disarcionati e una corsa contromano lunga 14 chilometri

Nel tentativo di trattenere gli animali, quattro operatori delle forze dell'ordine e delle forze armate sono rimasti feriti, venendo disarcionati o travolti sull'asfalto. Il quadro più serio riguarda una militare di 22 anni originaria di Catanzaro, appartenente all'8° Reggimento Lancieri di Montebello di stanza a Roma, che ha riportato la frattura di alcune costole con conseguente perforazione di un polmone. La giovane si trova ricoverata, ma fortunatamente non è in pericolo di vita. In ospedale sono finiti anche una poliziotta tarantina di 28 anni con un forte trauma toracico, una sua collega di Palermo e un soldato catanese di vent'anni.

Liberatisi di selle, spade e coperte, i cavalli hanno invaso via Cristoforo Colombo, correndo al galoppo e contromano in mezzo al traffico della notte. La Polizia Locale è dovuta intervenire d'urgenza per blindare gli accessi all'arteria stradale per evitare scontri con le auto.

Il recupero è stato lungo perchè la maggior parte degli animali è stata bloccata nella zona del Laghetto dell'Eur, ma l'ultimo cavallo è stato rintracciato e messo in sicurezza soltanto all'alba del giorno successivo davanti al santuario del Divino Amore, a quasi 14 chilometri di distanza da Caracalla. Una quindicina di esemplari è rimasta ferita o contusa, ma nessuno è stato abbattuto.

Sull'episodio è intervenuto anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha espresso la massima vicinanza ai feriti e ha rivolto un pensiero ai cavalli coinvolti, prontamente soccorsi e affidati alle cure del personale veterinario competente.

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