Roma, 3 giugno 2026
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Cavalli in fuga sulla Colombo: indagato l'agente della polizia locale che ha acceso i fuochi d'artificio

Due le batterie di fuochi d'artificio che hanno fatto imbizzarrire 35 animali. Accuse di lesioni colpose per un istruttore della polizia locale

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Cavalli in fuga sulla Colombo: indagato l'agente della polizia locale che ha acceso i fuochi d'artificio

C'è un primo indagato per l'incidente di venerdì notte che ha visto 35 cavalli dei reparti ippomontati fuggire nel corso delle prove generali per la parata del 2 giugno. La Procura della Repubblica di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un agente della Polizia Locale di Roma Capitale.

Il fascicolo d'indagine, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e avviato dopo una dettagliata informativa dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro, ipotizza i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose. All'agente viene inoltre contestata la pesante aggravante della violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio.

Fuochi d'artificio a 200 metri dai reparti: così è nato l'inferno

La vicenda si è consumata poco prima delle 23 nell'area di ammassamento delle Terme di Caracalla. I reparti ippomontati dell'Esercito Italiano, dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato erano schierati e pronti a muoversi per prendere parte alla tradizionale prova generale notturna in via dei Fori Imperiali, in vista dell'80° anniversario della Repubblica. In tutto 35 cavalli, in parte già montati e in parte condotti a mano dai cavalieri.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a scatenare il panico è stata l'improvvisa accensione di una batteria di fuochi d'artificio posizionata in un'area chiusa al traffico, a circa 200 metri dal contingente animale. I forti scoppi hanno terrorizzato gli animali e uno si è imbizzarrito per la paura, innescando una reazione a catena che ha travolto l'intero schieramento.

Militari disarcionati e una corsa contromano lunga 14 chilometri

Nel tentativo di trattenere gli animali, quattro operatori delle forze dell'ordine e delle forze armate sono rimasti feriti, venendo disarcionati o travolti sull'asfalto. Il quadro più serio riguarda una militare di 22 anni originaria di Catanzaro, appartenente all'8° Reggimento Lancieri di Montebello di stanza a Roma, che ha riportato la frattura di alcune costole con conseguente perforazione di un polmone. La giovane si trova ricoverata, ma fortunatamente non è in pericolo di vita. In ospedale sono finiti anche una poliziotta tarantina di 28 anni con un forte trauma toracico, una sua collega di Palermo e un soldato catanese di vent'anni.

Liberatisi di selle, spade e coperte, i cavalli hanno invaso via Cristoforo Colombo, correndo al galoppo e contromano in mezzo al traffico della notte. La Polizia Locale è dovuta intervenire d'urgenza per blindare gli accessi all'arteria stradale per evitare scontri con le auto.

Il recupero è stato lungo perchè la maggior parte degli animali è stata bloccata nella zona del Laghetto dell'Eur, ma l'ultimo cavallo è stato rintracciato e messo in sicurezza soltanto all'alba del giorno successivo davanti al santuario del Divino Amore, a quasi 14 chilometri di distanza da Caracalla. Una quindicina di esemplari è rimasta ferita o contusa, ma nessuno è stato abbattuto.

Sull'episodio è intervenuto anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha espresso la massima vicinanza ai feriti e ha rivolto un pensiero ai cavalli coinvolti, prontamente soccorsi e affidati alle cure del personale veterinario competente.

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