
Claudio Carlomagno, oggi detenuto presso la Casa circondariale di Civitavecchia, è stato informato del decesso dei genitori, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, avvenuto per suicidio. A seguito della comunicazione, l’uomo è stato sottoposto a sorveglianza a vista da parte dell’amministrazione penitenziaria.
Carlomagno è attualmente ristretto in custodia cautelare per il femminicidio di Federica Torzullo, procedimento che riveste particolare rilievo giuridico in quanto si tratta del primo caso contestato secondo la nuova normativa sul femminicidio recentemente entrata in vigore.
A confermare la situazione è l’avvocato Andrea Miroli, difensore dell’indagato, che ha riferito come il proprio assistito sia stato messo a conoscenza dell’accaduto e immediatamente monitorato, in conformità ai protocolli previsti per eventi traumatici che coinvolgono persone private della libertà personale.
La sorveglianza rafforzata è stata attivata in via cautelativa, al fine di prevenire condotte autolesive, misura ritenuta necessaria in considerazione della gravità della notizia e del quadro psicologico complessivo.
Il legale ha inoltre evidenziato come la vicenda metta in luce l’impatto esteso che un reato di tale portata può generare su soggetti estranei alla responsabilità penale. Secondo la difesa, anche i familiari dell’autore del reato possono subire conseguenze indirette ma devastanti, soprattutto in presenza di un’esposizione mediatica intensa.
In merito alle motivazioni del gesto compiuto dai genitori dell’indagato, l’avvocato ha richiamato la necessità di garantire il massimo rispetto della privacy, sottolineando che eventuali elementi personali contenuti in scritti privati non rientrano nel perimetro dell’interesse giudiziario.
Il procedimento penale a carico di Carlomagno prosegue nelle sedi competenti e resta distinto dagli eventi successivi di natura familiare, che non incidono sul piano della responsabilità penale ma che vengono valutati esclusivamente sotto il profilo umano e di gestione penitenziaria.
Particolare attenzione, secondo quanto riferito dalla difesa, è rivolta anche alla posizione del figlio dell’imputato, soggetto terzo rispetto ai fatti di reato, che in un arco temporale estremamente ristretto ha subito una pluralità di perdite familiari.
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