
Dopo il maltempo di questo inizio di gennaio, il Tevere ha registrato un marcato innalzamento dei livelli idrici, con le banchine sommerse in più punti e la conseguente chiusura degli accessi nel tratto urbano. La Protezione Civile del Lazio ha disposto il divieto di accesso alle aree golenali e la sospensione di ogni attività ricettiva e di imbarco, misura operativa dalla sera del 4 gennaio e destinata a restare in vigore fino a cessate esigenze.
Nel frattempo, sul fronte della sicurezza urbana, da meno di una settimana sono stati installati nuovi cancelli di ferro a Ponte Sisto, insieme al binario laterale pensato per agevolare il passaggio delle biciclette lungo le scale. Proprio in queste ore i cancelli risultano chiusi, così come sono interdetti con nastro giallo alcuni passaggi verso il fiume, dal lato di Ponte Garibaldi fino al tratto della pista ciclabile sotto l’Isola Tiberina. Si tratta di strutture installate di recente: i portoncini non sono sigillati con lucchetti e risultano tecnicamente apribili, ma l’accesso resta vietato per ragioni di sicurezza.
Gli effetti delle piogge persistenti, che hanno interessato la città fino all’Epifania, sono ancora tangibili. La chiusura delle banchine è il segnale più evidente. I dati del monitoraggio regionale indicano che, alla stazione idrometrica di Ripetta, nella tarda mattinata il livello è sceso sotto gli 8 metri dopo aver toccato 8,26 metri il 6 gennaio, ben oltre la media stagionale. Solo il 3 gennaio, prima dell’ondata di maltempo, il livello non raggiungeva i 5 metri.

Nuovi cancelli a Ponte Sisto, Trastevere
Anche la portata del fiume è aumentata in modo significativo. A fronte di una media annua di circa 320 metri cubi al secondo (grazie anche all’apporto dell’Aniene), nella mattinata del 7 gennaio a Ripetta si registravano circa 520 m³/s, quasi il doppio del normale. Il picco è stato raggiunto all’alba del 6 gennaio, con 619,5 m³/s. I valori sono in diminuzione, ma il Tevere resta sorvegliato speciale.
La situazione, che va avanti dai primi giorni del 2026, aveva già fatto scattare l’allarme il 5 gennaio, quando un’auto parcheggiata sulla banchina all’altezza di Ponte Margherita è stata sommersa dall’acqua salita improvvisamente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri: vedendo i tergicristalli in funzione, hanno attivato i soccorsi. Dai primi accertamenti non risultavano persone a bordo, ma le verifiche sono proseguite a scopo precauzionale.
Con il miglioramento meteorologico atteso, l’attenzione resta alta: banchine chiuse, accessi interdetti e controlli continui lungo il corso del fiume, in attesa che i livelli rientrino stabilmente nella norma.
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