
La tensione all'interno della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma raggiunge il punto di rottura. La segreteria della Slc-Cgil Roma e Lazio, supportata dalle RSU elette nelle proprie liste, ha indetto ufficialmente un presidio di protesta per oggi.
L'appuntamento è fissato dalle 18:00 alle 20:00 in via delle Terme di Diocleziano, una mobilitazione che mira a portare sotto i riflettori un quadro di criticità gestionali ritenuto ormai insostenibile dai rappresentanti dei lavoratori.
La decisione di scendere in piazza nasce dall'esigenza di segnalare uno stato di crisi profonda nelle relazioni interne alla Fondazione.
Secondo la sigla sindacale, l'attuale governance starebbe portando avanti un modello gestionale segnato da una netta chiusura al dialogo e da una costante penalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori. L'iniziativa di domenica si propone quindi come un'azione di piazza necessaria per richiamare l'attenzione pubblica e istituzionale su problemi che investono il cuore operativo del Teatro.
Tra i motivi principali dello scontro figurano la gestione degli straordinari e il rispetto delle prerogative sindacali. Il sindacato denuncia come la direzione continui a richiedere prestazioni supplementari per sostenere le produzioni, ignorando il blocco unitario proclamato a livello nazionale per il mancato rinnovo del contratto delle Fondazioni Lirico Sinfoniche. A questo si aggiungerebbero presunte discriminazioni e attacchi diretti ai rappresentanti dei lavoratori, con penalizzazioni che colpirebbero in modo mirato gli iscritti ai diversi comparti della struttura.
Il malcontento tocca anche temi fondamentali come la sicurezza e il merito. La Slc-Cgil segnala il mancato rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro, con ricadute dirette sul benessere del personale impegnato nelle attività quotidiane. Parallelamente, vengono sollevati forti dubbi sulla trasparenza delle procedure di concorso e delle selezioni, giudicate lontane da criteri di oggettività. Critiche vengono mosse anche alla gestione della Cassa Assistenza, indicata come un ambito in cui la tutela del welfare aziendale risulterebbe carente.
L'obiettivo finale del sindacato è il ripristino di relazioni industriali corrette che salvaguardino il valore dell'istituzione capitolina. La sigla ribadisce che «queste criticità rischiano di compromettere le regole basilari delle relazioni industriali» e chiede con forza la riapertura di un confronto costruttivo. Attraverso il presidio, la Slc-Cgil e le RSU intendono «restituire processi chiari a beneficio di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, per preservare il ruolo e il prestigio di una delle istituzioni culturali più importanti del Paese».
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