
Dopo l’energia del 31 dicembre, scandito da corse dell’ultimo minuto tra regali e ingredienti mancanti, la città cambia passo. Le strade si svuotano, il traffico si assottiglia e l’atmosfera diventa più ovattata. È il segnale che il calendario ha voltato pagina e che anche le abitudini quotidiane, a partire dallo shopping, si adeguano a un ritmo più lento.
Se il 31 dicembre resta una giornata chiave per gli acquisti, il 1° gennaio segna una netta battuta d’arresto. La maggior parte delle grandi catene sceglie la chiusura: Pam, Conad, Coop, Crai ed Esselunga, dopo aver garantito aperture con orari ridotti alla vigilia di Capodanno, non riaprono il giorno successivo. Una scelta condivisa che riduce sensibilmente le possibilità di fare la spesa e rende indispensabile organizzarsi in anticipo.
Qualche spiraglio, però, resta acceso. Carrefour rappresenta una delle principali eccezioni. Diversi punti vendita aprono anche il 1° gennaio, generalmente dalla tarda mattinata. Una soluzione utile per chi rientra tardi dai festeggiamenti o si accorge solo all’ultimo di una dimenticanza. In ogni caso, gli orari variano da zona a zona e il consiglio resta quello di verificare sempre sul sito o contattare il punto vendita più vicino.
Ancora più marcata la situazione nei centri commerciali. Porta di Roma, Roma Est, Maximo, Euroma 2, Aura al Vaticano e i grandi outlet cittadini restano chiusi il primo gennaio. In alcuni casi, le direzioni hanno accompagnato la decisione con messaggi rivolti a dipendenti e clienti, invitando a prendersi tempo per sé e a vivere appieno l’atmosfera delle feste. Una pausa che assume anche un valore simbolico, oltre che organizzativo.
Non tutto si ferma completamente. In alcune strutture restano attivi cinema, aree di intrattenimento o singoli esercizi di ristorazione, soprattutto nelle zone più centrali e turistiche. Si tratta però di presenze limitate, che non cambiano il quadro generale di una città in modalità rallentata.
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