
L'ingresso dello stabilimento di Stellantis a Piedimonte San Germano (Fonte: Google Maps)
La crisi dell’auto arriva anche nel Basso Lazio, dove lo stabilimento Stellantis di Cassino, a Piedimonte San Germano, rappresenta da decenni uno dei principali poli industriali del territorio. Stellantis, gruppo nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e PSA, sta attraversando una fase complessa in Italia, segnata dal calo della produzione, dalla transizione verso l’elettrico e dall’incertezza sull’assegnazione dei nuovi modelli.
Dentro questa crisi, il sito cassinate è uno dei punti più delicati. La fabbrica, storicamente legata alla produzione di modelli Alfa Romeo e Maserati, lavora oggi con volumi ridotti e attende dal nuovo piano industriale indicazioni decisive sul proprio futuro. Il nodo è capire se a Cassino arriveranno nuove produzioni, motorizzazioni ibride e carichi di lavoro sufficienti a garantire la tenuta dello stabilimento e dell’indotto.
È in questo quadro che martedì 19 maggio il Consiglio regionale del Lazio si è riunito in seduta straordinaria alla Pisana per discutere della situazione dello stabilimento. Al termine della seduta, l’Aula ha approvato all’unanimità un ordine del giorno unitario per chiedere garanzie sul rilancio produttivo del sito, sulla tutela dei lavoratori e sul ruolo del polo automotive frusinate nel piano industriale atteso per il 21 maggio.
La situazione di Cassino è diventata uno dei dossier più delicati della crisi Stellantis in Italia. Il sito di Piedimonte San Germano, storicamente legato alla produzione di modelli Alfa Romeo e Maserati, sconta da tempo il calo dei volumi e l’incertezza sulle prospettive industriali.
Il punto centrale riguarda il futuro produttivo dello stabilimento. I modelli oggi assegnati al sito non garantiscono più i livelli del passato, mentre il rilancio resta legato alle decisioni del gruppo su nuove produzioni, piattaforme, motorizzazioni ibride e volumi sufficienti a sostenere l’attività delle linee.
Senza l’assegnazione di nuovi modelli e senza un piano capace di riportare lavoro stabile nello stabilimento, il rischio è un progressivo ridimensionamento del sito e dell’indotto che ruota attorno alla fabbrica. Per il territorio di Frosinone e per tutto il Basso Lazio, Cassino non è soltanto uno stabilimento automobilistico: è uno degli asset industriali più importanti dell’area, con ricadute dirette su occupazione, imprese fornitrici e tenuta sociale.
L’ordine del giorno approvato alla Pisana impegna la Giunta regionale ad analizzare il piano industriale di Stellantis e a valutare tutte le iniziative necessarie per garantire una interlocuzione forte con l’azienda.
Tra gli impegni indicati ci sono il confronto per l’assegnazione allo stabilimento di Cassino di nuovi modelli produttivi e motorizzazioni ibride, la valutazione del coinvolgimento di partner industriali internazionali, il rafforzamento del tavolo permanente dedicato alla vertenza e l’eventuale incremento delle risorse regionali a sostegno dei lavoratori coinvolti nella transizione industriale.
Il documento prevede inoltre un’interlocuzione con il Governo nazionale e con le istituzioni europee per mobilitare fondi strutturali straordinari destinati alla filiera dell’automotive e alla salvaguardia della competitività del territorio.
Il testo è stato firmato dalla consigliera regionale del Partito Democratico Sara Battisti e dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Maura. Per Battisti si tratta di «un segnale importante» su una vertenza «delicata e strategica», mentre Maura ha parlato di «un grande segnale di unità» da parte dell’intero Consiglio regionale.
Nel corso della seduta, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha richiamato la necessità di una posizione condivisa sulla vertenza. «Quel che sta accadendo nel territorio di Cassino è qualcosa di vivo che tocca la carne di quell’area e che non ci ha mai lasciati indifferenti», ha dichiarato in Aula.
Rocca ha poi aggiunto: «Guai a dividersi su un tema così importante, guai a guardare il dito quando il dito indica la Luna e l’obiettivo che tutti vogliamo raggiungere è quello della tenuta occupazionale di quell’area strategica per il nostro territorio».
Soddisfazione è stata espressa anche dalla vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico della Regione Lazio Roberta Angelilli. «Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno a tutela dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano», ha dichiarato.
Per Angelilli, «tutte le forze politiche hanno condiviso un testo forte, che segna una precisa strategia nell’esclusivo interesse dei lavoratori e delle imprese dell’indotto e di tutto il tessuto socioeconomico della provincia di Frosinone e del Basso Lazio».
Il gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio ha definito il voto in Aula «un segnale di compattezza importante per il futuro industriale della nostra regione».
In una nota, i consiglieri dem hanno sottolineato che, in attesa del piano industriale che Stellantis presenterà il 21 maggio, la Regione dovrà muoversi su più fronti: dall’interlocuzione con l’azienda per l’assegnazione allo stabilimento di Cassino di nuovi modelli e motorizzazioni ibride al possibile coinvolgimento di partner industriali internazionali, fino al rafforzamento del tavolo permanente e alla mobilitazione di fondi strutturali europei per la filiera dell’automotive.
«L’obiettivo resta quello di difendere i livelli occupazionali e valorizzare le potenzialità di un polo industriale che resta centrale per l’economia regionale», conclude il gruppo Pd, annunciando il monitoraggio dei prossimi passaggi e la richiesta alla Giunta di riferire periodicamente in Consiglio sullo stato di attuazione delle iniziative intraprese.
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