
Lo Stadio Flaminio compie un nuovo passo verso la possibile rinascita. A pochi mesi dalla presentazione ufficiale del piano promosso dalla Lazio, il Campidoglio ha annunciato l’avvio della conferenza dei servizi preliminare, primo snodo tecnico fondamentale per valutare il progetto di recupero dell’impianto romano.
L’obiettivo della società biancoceleste è trasformare la storica struttura progettata da Pier Luigi Nervi in una nuova casa per i tifosi laziali, attraverso un intervento di riqualificazione e modernizzazione che riporti il Flaminio al centro della vita sportiva cittadina.
La fase appena avviata servirà agli enti coinvolti per analizzare nel dettaglio la proposta presentata dalla Lazio. Saranno infatti i tecnici delle amministrazioni competenti a verificare la sostenibilità urbanistica, architettonica e infrastrutturale del progetto.
Particolare attenzione sarà rivolta ai vincoli esistenti sullo stadio, considerato un’opera di grande valore storico e architettonico. Proprio questo aspetto rappresenta uno dei nodi più delicati dell’intero iter amministrativo.
Secondo quanto spiegato dal Campidoglio, gli enti chiamati a esprimersi saranno 39. La conferenza preliminare dovrà chiarire se il piano può proseguire verso le successive fasi autorizzative.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito il recupero dello stadio una priorità per la città. L’impianto, chiuso da anni e inutilizzato dopo gli eventi internazionali ospitati in passato, rappresenta infatti uno dei simboli sportivi più importanti della Capitale.
Per l’amministrazione comunale, la riqualificazione del Flaminio significherebbe non solo restituire dignità a una struttura storica, ma anche rilanciare un intero quadrante urbano attraverso nuovi servizi e investimenti.
La conferenza dei servizi preliminare seguirà tempistiche precise. Entro 45 giorni dalla protocollazione del progetto dovrebbero arrivare le prime valutazioni tecniche. Nel caso di richieste di integrazioni documentali, i tempi potrebbero però allungarsi di ulteriori 30 giorni.
Se l’esito sarà positivo, il progetto dovrà ottenere il riconoscimento del pubblico interesse prima dalla Giunta capitolina e successivamente dall’Assemblea Capitolina.
Si tratta di un passaggio decisivo: solo dopo questo via libera potrà essere sviluppato il progetto di fattibilità tecnico-economica, necessario per proseguire verso la fase definitiva.
Dopo anni di abbandono, il futuro dello Stadio Flaminio sembra quindi iniziare concretamente a prendere forma. La proposta della Lazio, almeno al momento, rappresenta l’unica soluzione concreta rimasta sul tavolo per il recupero dell’impianto.
La precedente ipotesi di riqualificazione legata ad altri soggetti privati non aveva infatti superato le valutazioni necessarie, lasciando il progetto biancoceleste come principale strada percorribile.
Nel caso in cui il Campidoglio riconosca il pubblico interesse dell’opera, si aprirà una nuova fase tecnica con ulteriori verifiche e una seconda conferenza dei servizi, questa volta decisoria.
Solo al termine di questo lungo percorso amministrativo si potrà arrivare all’approvazione finale e all’eventuale gara conclusiva per l’avvio concreto dei lavori.
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