Roma, 17 maggio 2026
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Internazionali BNL, Sinner «Re di Roma» per la prima volta. Ruud battuto

Il Numero Uno del circuito ATP vince anche il trofeo che più gli mancava, quello in casa. Sinner contro Ruud finisce in due set

di Leonardo Campara - TEMPO DI LETTURA 2'
Internazionali BNL, Sinner «Re di Roma» per la prima volta. Ruud battuto

Sempre più numero uno. Jannik Sinner conquista finalmente anche il torneo che più di ogni altro mancava alla sua straordinaria collezione: gli Internazionali BNL d’Italia. Sul Centrale del Foro Italico, davanti a un pubblico in delirio e sotto gli occhi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il campione altoatesino supera Casper Ruud con il punteggio di 6-4 6-4 e scrive una nuova pagina della storia del tennis italiano. Cinquant’anni dopo il trionfo di Adriano Panatta nel 1976, un altro italiano torna infatti a sollevare il trofeo più prestigioso del tennis azzurro.

La vittoria di Sinner arriva al termine di un torneo dominato quasi senza sbavature. Il norvegese Casper Ruud, autore di un eccellente cammino romano, ha provato a resistere con ordine e intensità, ma si è trovato davanti un avversario capace di imporre ritmi e lucidità impressionanti nei momenti decisivi. Il punteggio finale racconta una sfida equilibrata solo a tratti: Sinner ha sempre dato la sensazione di avere il controllo dell’incontro, sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale.

Nel secondo set Ruud aveva anche intravisto la possibilità di riaprire il match. Un raro errore di Jannik Sinner, uno smash steccato in modo insolito per gli standard quasi perfetti dell’azzurro, aveva permesso al norvegese di recuperare il break di svantaggio e riportarsi in corsa. Ma la reazione del numero uno del mondo è stata immediata. Con la freddezza che ormai lo contraddistingue, Sinner ha alzato nuovamente il livello del suo tennis, togliendo spazio e tempo all’avversario e chiudendo la partita in due set senza concedere ulteriori occasioni.

Quello conquistato a Roma è un titolo dal valore simbolico enorme per il tennista italiano. Gli Internazionali rappresentavano infatti l’ultimo grande trofeo ancora assente nella sua bacheca tra i tornei più prestigiosi del circuito. Vincere davanti al pubblico di casa, nel torneo più sentito dagli appassionati italiani, rende il successo ancora più speciale. A rendere memorabile questa edizione del torneo contribuisce anche la vittoria nel doppio maschile di Simone Bolelli e Andrea Vavassori: per la prima volta nella storia, l’Italia firma una doppietta nel maschile agli Internazionali.

Il cammino di Jannik Sinner

Davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e all’ultimo vincitore italiano degli Internazionali nel lontano 1976, Adriano Panatta, Jannik Sinner conquista i suoi primi Internazionali d’Italia, completando un altro tassello della sua straordinaria carriera. Il suo percorso verso il titolo è stato praticamente perfetto: match dopo match, il numero uno del ranking ATP ha eliminato gli avversari con impressionante continuità, concedendo un solo set in tutto il torneo.

L’unico capace di metterlo realmente in difficoltà è stato Daniil Medvedev in semifinale, in una battaglia intensa e spettacolare che ha costretto l’azzurro agli straordinari. Per il resto, Sinner ha mostrato una superiorità evidente in ogni aspetto del gioco: servizio, risposta, capacità difensiva e gestione mentale dei momenti chiave. La sensazione, durante tutto il torneo, è stata quella di vedere un giocatore ormai pienamente consapevole della propria forza e della propria dimensione internazionale.

L’assenza di Alcaraz spiana la strada

A rendere più agevole il percorso verso il titolo è stata anche l’assenza di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, vincitore dell’edizione precedente e principale rivale di Sinner in questi anni, non ha potuto difendere il titolo a causa di un infortunio al polso rimediato durante il torneo di Barcellona.

Dodici mesi prima era stato proprio Alcaraz a negare all’italiano la gioia del trionfo romano, nel primo grande torneo disputato da Sinner dopo la discussa squalifica legata all’utilizzo indiretto di una sostanza vietata. Stavolta, però, il finale è stato completamente diverso: Roma ha incoronato il suo nuovo re.


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