Roma, 28 settembre 2026
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Stadio della Roma, il via libera è arrivato: Pietralata può partire. Quattro anni di attese, ora la gara e i cantieri

La Conferenza dei servizi decisoria ha dato l’ok definitivo al progetto. Firmata l’autorizzazione unica, immediatamente efficace e con effetto di variante urbanistica. Gualtieri: «Lo stadio si farà». Prima pietra prevista nella primavera 2027

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 3'
Stadio della Roma, il via libera è arrivato: Pietralata può partire. Quattro anni di attese, ora la gara e i cantieri

Il giorno dell’ok è arrivato. Dopo quattro anni di progetti, conferenze, pareri, prescrizioni e passaggi amministrativi, il nuovo stadio della Roma a Pietralata ha ricevuto il via libera definitivo. La conferenza dei servizi decisoria, riunita questa mattina al parlamentino del Consiglio superiore dei lavori pubblici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha chiuso positivamente l’iter sul progetto di fattibilità tecnico-economica. A firmare l’autorizzazione unica è stato il commissario straordinario del Governo per gli stadi di Euro 2032, Massimo Sessa. Il sindaco Roberto Gualtieri, in qualità di subcommissario, ha controfirmato il provvedimento, che è immediatamente efficace. L’autorizzazione consente la realizzazione delle opere previste, produce effetto di variante urbanistica e vale anche come dichiarazione di pubblica utilità.

«Oggi finalmente c’è la certezza di fare qualcosa che fa bene alla città, alla tifoseria e fa bene a tutti», ha detto Sessa prima di entrare nella seduta. Un passaggio che, nelle sue parole, chiude una storia cominciata idealmente negli anni Ottanta, quando l’allora presidente Dino Viola lavorava all’idea di uno stadio di proprietà per la Roma. «Quella di oggi è una giornata storica», ha commentato il primo cittadino al termine della riunione. «Ora, con l’autorizzazione definitiva, c’è la certezza che l’opera si farà». Il sindaco ha annunciato che si passerà alla gara e ha indicato nella primavera del 2027 la possibile posa della prima pietra. Il cantiere, secondo il cronoprogramma illustrato oggi, potrebbe durare circa due anni e mezzo: lo stadio potrebbe quindi essere pronto già nel 2029.

Il primo passo: il progetto della Roma nel 2022

Per arrivare al via libera di oggi bisogna tornare indietro al 3 ottobre 2022, quando l’As Roma presentò a Roma Capitale lo studio di fattibilità per la realizzazione e la gestione del nuovo impianto nell’area di Pietralata. Fu l’inizio dell’iter amministrativo. Nell’autunno dello stesso anno venne avviata la Conferenza dei servizi preliminare, chiamata a raccogliere le valutazioni delle amministrazioni coinvolte sul progetto. Il primo grande snodo arrivò nel febbraio 2023, quando la giunta capitolina riconobbe il pubblico interesse dello studio di fattibilità e trasmise la proposta all’Assemblea capitolina. A maggio arrivò il passaggio politico decisivo: il 10 maggio 2023 l’assemblea capitolina approvò la dichiarazione di pubblico interesse, accompagnandola con condizioni e prescrizioni. Tra i temi indicati c’erano la mobilità, il trasporto pubblico, i parcheggi, la viabilità e l’impatto dell’intervento sull’area dell’ospedale Sandro Pertini.

Il dibattito pubblico e le richieste del territorio

Il progetto entrò quindi nella fase del dibattito pubblico, avviato nel settembre 2023. In circa due mesi furono organizzati dieci incontri, con la partecipazione di cittadini, associazioni e comitati. Sul tavolo finirono soprattutto mobilità, verde, ambiente, rumore, consumo di suolo e collegamenti con i quartieri circostanti. Il dibattito si concluse con una relazione contenente osservazioni e raccomandazioni. Nel gennaio 2024 Roma Capitale prese atto delle conclusioni e indicò gli elementi da recepire nella successiva progettazione. Il percorso poteva quindi entrare nella fase tecnica successiva: quella del progetto di fattibilità tecnico-economica destinato alla Conferenza dei servizi decisoria.

Il nuovo Pfte e l’ultimo passaggio del Campidoglio

Il 23 dicembre 2025 l’As Roma consegnò il nuovo Progetto di fattibilità tecnico-economica. Il progetto interessava un’area di circa 27 ettari e prevedeva un impianto da 60.605 posti, con una curva Sud da circa 23mila spettatori. Non solo stadio. Il progetto comprendeva anche una consistente componente di spazio pubblico, con aree verdi, piazze, percorsi pedonali e ciclopedonali e opere di urbanizzazione destinate a modificare il volto del quadrante. Il 26 febbraio 2026 la giunta capitolina approvò la delibera relativa alla verifica di ottemperanza del progetto alle condizioni fissate nelle precedenti fasi dell’iter. Poi, il 13 marzo, arrivò l’approvazione definitiva dell’Assemblea capitolina. Il Pfte venne approvato e fu confermato il pubblico interesse dell’intervento. A quel punto la partita si spostò sul piano autorizzativo.

La corsa verso la Conferenza dei servizi

Nel frattempo entrò in campo il commissario straordinario del Governo per le opere legate a Euro 2032. La conferenza Stato-Regioni, nel febbraio 2026, aveva espresso parere favorevole sulla nomina di Massimo Sessa. La Regione Lazio e Roma Capitale lavorarono quindi al coordinamento del procedimento, che comprendeva i diversi pareri necessari alla valutazione del progetto e alla successiva autorizzazione unica. Uno degli ultimi capitoli è stato quello relativo alla Soprintendenza, il cui parere è arrivato favorevolmente, seppure accompagnato da prescrizioni, in particolare sulla tutela delle presenze archeologiche e sul verde. Parallelamente è rimasto centrale il tema della mobilità. Tra le questioni più delicate c’era infatti la viabilità del quadrante e il rapporto con l’ospedale Sandro Pertini. Negli ultimi giorni il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca aveva parlato di una Conferenza dei servizi che «si avvia verso una chiusura positiva». Gualtieri aveva confermato il clima di fiducia: «Siamo fiduciosi e positivi sull’esito. È tutto ben incardinato».

Oggi il semaforo verde

Nella mattinata di lunedì 28 settembre, alle 10:30, l’ultimo atto. Intorno al tavolo del ministero delle Infrastrutture si sono riuniti i rappresentanti delle amministrazioni e degli enti coinvolti nel procedimento. Poi l’ok. La Conferenza dei servizi decisoria ha approvato il progetto e Sessa ha firmato l’autorizzazione unica. Gualtieri ha controfirmato il provvedimento. Si chiude così la fase autorizzativa e si apre quella della realizzazione. «Ora partiremo con la gara», ha spiegato il sindaco. L’obiettivo indicato è la posa della prima pietra nella primavera del 2027. «Il cantiere dura due anni e mezzo», ha aggiunto Gualtieri, indicando quindi il 2029 come possibile anno di completamento. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha parlato di «grande soddisfazione» per un procedimento concluso in tempi particolarmente rapidi grazie al lavoro delle istituzioni. Anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, attraverso il Mit, ha sottolineato il valore dell’opera nel quadro della candidatura italiana a Euro 2032. Per Pietralata, insomma, dopo anni di carte e riunioni arriva finalmente il momento del cantiere. L’ultimo grande ostacolo amministrativo è stato superato. Ora il progetto dovrà trasformarsi in un impianto vero: 60.605 posti, una nuova curva Sud e un intero quadrante della città destinato a cambiare volto.

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