
Un sit-in davanti alla Fao per chiedere un intervento umanitario urgente a Oleshky. È la manifestazione promossa oggi, giovedì 1 ottobre, dall’Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia, insieme ai rappresentanti di altre associazioni ucraine, per richiamare l’attenzione sulla situazione della popolazione civile nella città occupata della regione di Kherson, in Ucraina. L’appuntamento è dalle 14 alle 16 nella zona del Circo Massimo, in piazzale Ugo La Malfa, con successivo avvicinamento alla sede della Fao secondo le indicazioni delle autorità competenti. Secondo le informazioni e le testimonianze raccolte dall’associazione, la popolazione civile rimasta a Oleshky si troverebbe in condizioni estremamente difficili, con una grave carenza di generi alimentari, medicinali, assistenza sanitaria e beni essenziali. Da qui la richiesta rivolta alle Nazioni Unite, alla Fao e agli organismi internazionali competenti affinché venga garantito con urgenza l’accesso degli aiuti umanitari alla popolazione.
Al centro della manifestazione ci sarà la richiesta di adottare immediatamente iniziative internazionali per consentire l’arrivo degli aiuti. In particolare, gli organizzatori chiedono di garantire la consegna di alimenti, acqua, medicinali e beni di prima necessità alla popolazione civile, consentire l’accesso delle organizzazioni umanitarie internazionali, istituire un corridoio umanitario sicuro per l’assistenza e l’evacuazione delle persone in pericolo, richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla situazione della popolazione civile nei territori ucraini occupati. Una richiesta che, secondo l’associazione, non può essere ulteriormente rinviata. «Non c’è più tempo da perdere. Ogni giorno senza accesso agli aiuti umanitari può mettere ulteriormente a rischio vite umane», dichiara Oles Horodetskyy, presidente dell’Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia. «Chiediamo alla Fao e alle Nazioni Unite di utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione affinché la popolazione civile di Oleshky non venga lasciata sola. Siamo qui perché nessuno possa dire, un giorno: “Non sapevamo”».
Nel comunicato gli organizzatori collegano la situazione denunciata a Oleshky alla memoria di una delle pagine più tragiche della storia ucraina: l’Holodomor del 1932-1933, indicato dall’associazione come il genocidio del popolo ucraino perpetrato attraverso la fame e la privazione deliberata dei mezzi necessari alla sopravvivenza. Il richiamo storico viene utilizzato dagli organizzatori per sottolineare il rischio, a loro giudizio, di una nuova tragedia umanitaria e la necessità di un intervento internazionale immediato. L’associazione chiede quindi che la comunità internazionale intervenga per garantire l’accesso agli aiuti e tutelare la popolazione civile rimasta nella città.
Al termine del sit-in, una delegazione dei partecipanti consegnerà alla Fao una lettera indirizzata al Direttore Generale dell’organizzazione. Nel documento sarà contenuta la richiesta formale di un intervento urgente della Fao e delle Nazioni Unite per favorire l’accesso umanitario a Oleshky e la creazione di un corridoio umanitario. Gli organizzatori invitano a partecipare alla manifestazione la comunità ucraina, le associazioni, i rappresentanti della società civile, i giornalisti e tutti coloro che intendono manifestare solidarietà alla popolazione civile di Oleshky.
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