Roma, 3 novembre 2026
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Seconda rimonta in pochi secondi. Lo United ribalta la Roma 3-2 allo scadere. Il secondo tempo diventa l’incubo di Gasperini

La Roma si fa rimontare 3-2 dal Manchester United negli ultimi minuti di gara. Ancora una surreale rimonta condanna i giallorossi a fare i conti con il loro problema endemico: il secondo tempo

di Leonardo Campara TEMPO DI LETTURA 2'
Seconda rimonta in pochi secondi. Lo United ribalta la Roma 3-2 allo scadere. Il secondo tempo diventa l’incubo di Gasperini

Secondo tempo. Seconda rimonta. Secondo dramma. La Roma perde di nuovo facendosi rimontare di 3 gol dal Manchester United, dopo un primo tempo dominato e un’assenza totale dal campo degli uomini di Carrick. Cambia tutto nel secondo tempo con un’inversione totale delle parti. Prima Bruno Fernandes su rigore (tirato due volte) accorcia e poi la doppietta di Cunha chiude i giochi. Il cammino in Champions si fa sempre più complesso per i giallorossi.

Primo tempo dominato dai giallorossi

Il Manchester United parte bene nel ritmo, come di prassi quando gioca in una delle chiese più sacre del calcio anglicano. Ma come ha spesso abituato i tifosi di casa a Old Trafford, le disattenzioni sono all’ordine del giorno. La Roma ne approfitta subito e su una bella imbucata di Mora, Soulè si ritrova tutto solo davanti a Lammens. Non può sbagliare considerando il gran momento di forma in cui si trova. Uno United in bambola, subisce ancora sull’asse Mora-Soulè, con quest’ultimo a ubriacare Maguire e compagni e conquistare un rigore per fallo di mano. Malen più freddo del novembre inglese non sbaglia. La Roma rischia anche di approfittare degli svarioni difensivi dei Red Devils ma gli errori tecnici sono tanti abbinati a un ritmo all’inglese.

Dagli spalti, sponda Strentford End, vola di tutto dopo uno screzio tra Soulè e Bruno Fernandes per non essersi fermato per l’infortunio di Rensch, sostituito subito da Lulli. La partita si fa ruvida e a basso livello tecnico. Bruno Fernandes e Kobe Mainoo, figlio idolatrato dei tifosi mancuniani, predicano nel deserto.

Soulè invece è largamente il giocatore più ispirato di entrambe le compagini. Inventa, dribbla, segna e guadagna un rigore. Nonostante il gol su rigore, c’è da aspettare il 44esimo per vedere la prima azione di Malen, alla Malen, che si libera in velocità e incrocia ma trova la mano di Lammens a negare il gol. I pericoli veri però arrivano sempre dall’ispiratissimo Soulè: classica giocata con dribbling a rientrare verso il centro e tiro a giro che esce di pochissimo a lato.

La Roma c’è e crea molto grazie a lui. Lo United non pervenuto.

Il peggior nemico giallorosso è il secondo tempo

Copione identico di un problema endemico. La Roma subisce il rientro dell’avversario approcciando in maniera molto più soft il secondo tempo. La partita inizia ora per lo United che, fiutando l’atteggiamento leggero e distratto dei giallorossi in moltissimi secondi tempi, ne approfitta con Mateus Cunha che guadagna un rigore per un contatto lieve con Mancini. Dal dischetto Bruno Fernandes si farebbe anche ipnotizzare da Vasquez ma l’arbitro fa ripetere il penalty. Questa volta il capitano del Manchester United sceglie la soluzione potente, alta e incrociata. Imparabile per Vasquez.

Contraccolpo fortissimo e inerzia a favore per i Red Devils, entrati con tutt’altro spirito dagli spogliatoi. Inversamente proporzionale è la parabola giallorossa, che accusa malamente il colpo: un’imbucata di Bruno Fernandes trova tutto solo Mbeumo che va, non a uno ma a due pali dal pareggio. Il palo-palo salva miracolosamente i giallorossi che continuano a soffrire da matti e sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Maguire colpisce alto da zero metri. E’ monologo United con i giallorossi che non si affacciano più nell’area di Lammens.

Come di consueto, specie in situazioni di sofferenza estrema, Gasp cambia due centrali su tre, lasciando solo Balerdi in campo. Quello che succede dopo è l’ennesimo incubo per i giallorossi. Se il primo tempo ha visto solo una squadra in campo, quella di Gasperini, il secondo è stato altrettanto a senso unico, ma per i Red Devils. Il gol del pareggio arriva sull’unico errore difensivo di Balerdi da quando è arrivato a Roma. Un liscio clamoroso favorisce Cunha che, solo contro Vasquez non può sbagliare. Preludio alla rimonta definitiva che arriva proprio con un gran destro di Cunha che non lascia scampo a Vasquez sul primo palo. Cunha verrà anche espulso per somma di ammonizioni ma è troppo tardi: i giallorossi si fanno rimontare ancora una volta dopo il Real Madrid.

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