Roma, 26 agosto 2026
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Salute, al Bambino Gesù, rimosso un neuroblastoma a una bimba di un anno

La piccola paziente presentava una massa tumorale estesa fino al canale vertebrale, lo spazio interno alle vertebre che ospita midollo spinale e radici nervose, al punto da comprimere uno dei nervi responsabili del movimento della gamba

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Salute, al Bambino Gesù,  rimosso un neuroblastoma a una bimba di un anno

Un intervento durato circa quattro ore e frutto della collaborazione tra più specialità ha permesso di rimuovere completamente un neuroblastoma particolarmente complesso a una bambina di poco più di un anno, ricoverata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Lo rende noto lo stesso ospedale.

Fonte: Bambino Gesù

Un tumore vicino ai nervi della gamba

La piccola paziente presentava una massa tumorale estesa fino al canale vertebrale, lo spazio interno alle vertebre che ospita midollo spinale e radici nervose, al punto da comprimere uno dei nervi responsabili del movimento della gamba. Per asportare il tumore senza comprometterne la funzionalità, l'équipe medica ha pianificato l'operazione ricorrendo a simulazioni tridimensionali, optando per un accesso chirurgico dalla schiena anziché per il tradizionale approccio addominale.

Il monitoraggio in tempo reale e l'anestesia «su misura»

Durante l'intervento il sistema nervoso della bambina è stato tenuto costantemente sotto controllo grazie al monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, affiancato da una strategia anestesiologica costruita appositamente per non interferire con la lettura dei segnali nervosi. Poiché alcuni farmaci anestetici possono alterare o azzerare le risposte rilevate dal monitoraggio, i medici hanno scelto una tecnica di anestesia totale endovenosa, dosando con precisione farmaci e infusioni per garantire alla piccola paziente piena stabilità clinica preservando al contempo l'affidabilità dei segnali neurofisiologici per l'intera durata dell'operazione.

Un equilibrio che, spiegano dall'ospedale, ha richiesto un dialogo continuo e in tempo reale tra anestesisti e neurofisiologo presente in sala: ogni minima variazione della profondità dell'anestesia poteva infatti riflettersi sui tracciati monitorati, rendendo necessaria una calibrazione istante per istante.

"Ogni millimetro conta"

A commentare la delicatezza dell'intervento è il dottor Andrea Carai, responsabile dell'Unità operativa complessa di Neurochirurgia del Bambino Gesù: "Quando un tumore cresce così vicino ai nervi che controllano il movimento di una gamba, ogni millimetro conta. Il monitoraggio neurofisiologico ci permette di verificare in tempo reale che queste strutture continuino a funzionare mentre il chirurgo lavora. Integrando neurochirurgia, neurofisiologia, anestesia e chirurgia oncologica possiamo affrontare interventi estremamente delicati con un livello di sicurezza più elevato".

Un lavoro di équipe riservato a centri altamente specializzati

L'operazione, durata circa quattro ore, ha richiesto l'impegno simultaneo di professionisti di diverse specialità: chirurghi oncologici, neurochirurghi, neurofisiologi e anestesisti. Una procedura, sottolinea l'ospedale, riservata a casi altamente selezionati e realizzabile soltanto in centri con una consolidata esperienza multidisciplinare.

L'asportazione del tumore è stata completa. La bambina è stata dimessa sei giorni dopo l'intervento e ha già iniziato il percorso riabilitativo.

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