
Foto di Camilla Palladino
Roma torna a raccontarsi attraverso i suoi quartieri, i suoi luoghi quotidiani e la sua scena creativa. È stata presentata lunedì 28 settembre all’Acquario Romano la quinta edizione di Romadiffusa, il festival multidisciplinare itinerante che quest’anno (dopo il Centro storico, San Lorenzo, i Parioli…) sceglie l’Esquilino come teatro della manifestazione. Sabato 10 e domenica 11 ottobre il rione sarà attraversato da quasi 100 appuntamenti gratuiti e aperti a tutti: performance itineranti, concerti e musica dal vivo, mostre, installazioni, reading, workshop, tour, open studio di artisti e artigiani, aperture di case private e luoghi normalmente non accessibili al pubblico, oltre a dj set e stand up comedy.
L’iniziativa è realizzata con il sostegno dell’assessorato capitolino Grandi eventi, sport, turismo e moda. Alla conferenza di lancio sono intervenuti Lorenzo Busnengo, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, Claudia Ricciardi, direttrice della Casa dell’Architettura, l’assessore del Campidoglio Alessandro Onorato, la fondatrice e direttrice artistica Sara D’Agati e l’artista visuale Cecilia Sammarco.
Romadiffusa nasce con l’obiettivo di modificare la percezione della Capitale, affiancando alla Roma monumentale una città contemporanea, creativa e in continua trasformazione. Il territorio diventa così il vero palcoscenico del festival. Dopo le precedenti edizioni, che hanno raggiunto complessivamente 80mila partecipanti e coinvolto oltre 300 location, il progetto torna con una formula che mette in relazione luoghi storici e contenuti contemporanei. I numeri raccontano una manifestazione cresciuta negli anni: oltre 300 tra artisti, artigiani, esercenti e realtà creative coinvolti, 6,5 milioni di visualizzazioni su Instagram durante il festival e 310mila utenti unici sulla piattaforma. «Il Festival è un po’ la punta dell’iceberg, è l’emanazione più visibile del progetto che serve a noi per popolarizzarlo, per renderlo noto. Però è sostanzialmente appunto la parte più visibile di un lavoro molto più ampio e più complesso che i nostri team è portato avanti ormai da cinque anni», ha spiegato D’Agati.
La direttrice artistica ha sottolineato come il lavoro di Romadiffusa prosegua durante tutto l’anno attraverso una mappatura dei quartieri, alla ricerca di botteghe, librerie, studi d’artista, biblioteche, musei, palazzi storici, cortili, bar, forni, alimentari, gallerie e spazi creativi considerati rappresentativi dell’identità dei territori. «Noi lo facciamo partendo dal territorio, cioè utilizziamo il territorio stesso dove abitiamo per costruire la narrazione», ha aggiunto D’Agati, spiegando che il progetto punta a costruire una nuova immagine e una nuova percezione della Capitale, sia per chi arriva da fuori sia per chi la vive quotidianamente.
La scelta dell’Esquilino non è casuale. Il rione viene descritto come uno dei territori più dinamici e multiculturali di Roma, caratterizzato dalla convivenza tra stratificazione storica, comunità locali, botteghe, spazi creativi e nuove pratiche culturali. Piazza Vittorio sarà uno degli hub centrali del festival, con musica, talk, sport e performance. I luoghi della quotidianità – alimentari, librerie, bar e ristoranti – ospiteranno opere, installazioni e reading. Tra gli appuntamenti figurano la letteratura sino-discendente da Hang Zhou da Sonia, il jazz sotto i portici del Gatsby, un intervento di Catherine Biocca, la videoarte da Machiavelli e il live show del podcast «Dicono di te» di Malcom Pagani, prodotto da Chora Media, all’Accademia Costume & Moda. L’arte contemporanea arriverà anche alla Torrefazione Ciamei e al Bar allo Statuto con le opere di Cecilia Sammarco, mentre Caterina Silva curerà una mostra di artiste emergenti di diverse culture tra forno, minimarket e botteghe. Andrew Iacobucci realizzerà invece un’installazione site-specific al Bar D’Amore.
Al Nuovo Mercato Esquilino gli spazi pubblicitari diventeranno supporti per l’arte contemporanea con interventi, tra gli altri, di H. H. Lim, Lulù Nuti, Fiamma Montezemolo, Wu Ming 2 e Lorenzo Teodonio, Andreco, Caterina Silva, Giacomo Spinelli e Massimo Livadiotti. Numerosi artisti apriranno inoltre studi e spazi privati al pubblico: tra questi Fiamma Montezemolo e Tarek Elhaik, Mohamed Keita ed Elena Bellantoni. Le gallerie del rione proporranno contenuti speciali, da Ultravioletto alla Nube di Oort, che ospiterà il finissage dell’artista messicano Hiram Constantino. Anche le istituzioni culturali partecipano con programmi speciali. Palazzo Merulana ospiterà una performance dell’artista cinese Yuan Gong, curata da Liliana Liao. L’Accademia Costume & Moda aprirà eccezionalmente gli storici ex Magazzini allo Statuto, con la videoproiezione di Rä di Martino, un’installazione site-specific di Numero Cromatico sulla facciata esterna, workshop e tour. Acquario Romano e Giardino di Confucio entreranno nel programma con talk, performance e attivazioni, mentre la Fondazione Treccani porterà in piazza una lecture performance da «Horti Magici» di Thony e Sofia Assante.
Centrale sarà anche il coinvolgimento delle associazioni e delle comunità del territorio. Il Polo Civico Esquilino proporrà attività dedicate alla partecipazione, all’inclusione e alla cittadinanza attiva, mentre La Scuola Di Donato ospiterà un pranzo multiculturale, insieme a workshop e iniziative curate dalle realtà che vivono quotidianamente il rione. Attraverso una call pubblica sono state inoltre raccolte proposte di artisti, associazioni, creativi e realtà locali. Due progetti sono stati selezionati per entrare nel palinsesto ufficiale, tra cui un tour di esplorazione sonora e l’esibizione del Coro di Zalib sotto i portici. Non mancheranno poi passeggiate architettoniche con Panteon Magazine e Casa dell’Architettura, tour dedicati ai luoghi di culto con Superdiversa, itinerari con Unexpected Itineraries, un tour esoterico e laboratori di mosaico, intaglio del legno e sartoria.
Durante la presentazione, l’assessore Onorato ha sottolineato il valore del progetto come strumento per mettere in relazione le diverse anime della Capitale. «Il vostro spirito, le finalità di Romadiffusa è come io vedo la città», ha detto Onorato, ricordando anche il legame che molti romani mantengono con il proprio quartiere e la difficoltà di costruire un’identità collettiva della città. Secondo l’assessore, proprio la possibilità di vivere luoghi diversi da quelli abituali può contribuire a superare le divisioni territoriali. «Una Roma che diffonda le esperienze, che mette dentro le esperienze, è l’unica attitudine per superare queste spaccature che si sono create in troppi anni», ha affermato. Onorato ha quindi evidenziato l’importanza di rendere il progetto continuativo e di valorizzare artigiani, creativi e realtà locali, oltre a costruire nuove occasioni di incontro tra pubblico e privato. «Romadiffusa è un evento a cui noi teniamo moltissimo e che abbiamo voluto supportare con entusiasmo. Perché portare musica, arte, mostre, esibizioni, letture e tanti eventi gratuitamente nelle piazze, nelle strade, nelle librerie significa creare occasioni di incontro, di socialità e di aggregazione in un momento in cui ce n’è assolutamente bisogno», ha dichiarato l’assessore. E in vista del prossimo appuntamento, Onorato ha concluso: «Dopo il successo delle scorse edizioni, con 80 mila partecipanti l’anno scorso, sarà bellissimo vedere l’Esquilino animarsi e colorarsi in 100 location con 200 artisti. Questa è la città che vogliamo, una Roma che non lascia indietro nessuno, dove la musica e la cultura sono di tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche».
Per Romadiffusa, il claim «Roma città eterna odierna» sintetizza l’obiettivo di raccontare una Capitale che non sia soltanto patrimonio storico e artistico, ma anche luogo di produzione culturale contemporanea. Il festival vuole quindi mettere in rete artisti, musicisti, designer, artigiani, associazioni, attività commerciali, istituzioni e abitanti, creando una sorta di «Tetris» tra luoghi autentici e contenuti contemporanei. L’obiettivo dichiarato è duplice: favorire una maggiore riappropriazione della città da parte dei romani e contribuire ad attrarre un turismo interessato anche alla scena contemporanea, alle realtà creative e alle esperienze che si sviluppano nei quartieri. Per due giorni, dunque, l’Esquilino non sarà soltanto il luogo in cui si svolgeranno gli eventi: sarà esso stesso parte integrante del festival, con piazze, mercati, negozi, botteghe, palazzi, musei, case e strade trasformati in una grande piattaforma culturale diffusa.
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