
Roma si dota del suo primo Piano Caldo, una strategia organica per affrontare gli effetti delle ondate di calore e adattare la città ai cambiamenti climatici. Il piano, presentato in Campidoglio nella mattinata di giovedì 2 luglio punta a ridurre l’impatto delle temperature estreme sulla salute dei cittadini, rendere più vivibili gli spazi pubblici e rafforzare la resilienza delle infrastrutture urbane attraverso un programma di investimenti da 50 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Tra le principali novità c’è la creazione di una rete di 660 rifugi climatici, affiancata da interventi di forestazione, depavimentazione, incremento delle aree ombreggiate e servizi dedicati alle persone più fragili.
Nel corso della presentazione, il sindaco Roberto Gualtieri ha rivendicato il primato della Capitale. «Siamo la prima città in Italia a presentare una vera e propria strategia per ridurre l’impatto del caldo e abbiamo deciso di farlo perché non possiamo rimanere fermi di fronte a impatti che rischiano di mettere in crisi le infrastrutture primarie, la vivibilità urbana e che incidono maggiormente proprio nei confronti delle persone più vulnerabili. La maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore non è più un’eccezione, bensì la regola in tutto il mondo». Il primo cittadino ha spiegato che gli interventi di rinaturalizzazione possono incidere sensibilmente sulle temperature percepite. «Ridurre il caldo nelle città è possibile: nelle strade o piazze oggi asfaltate si possono ridurre le temperature percepite anche di 10 gradi, con interventi di depavimentazione, messa a dimora di alberi e creazione di spazi ombreggiati e irrigati». Gualtieri ha inoltre ricordato le azioni già realizzate dall’amministrazione. «In questi anni abbiamo già realizzato interventi di forestazione urbana e depavimentazione senza precedenti nella storia della città, abbiamo rafforzato i servizi sociali durante i periodi estivi per gli anziani, le persone che vivono sole, per i senza dimora e riscritto il nostro regolamento edilizio per rendere obbligatori criteri di adattamento climatico. Con questo Piano presentiamo la visione del cambiamento necessario per dare continuità a questi interventi e adattare gli spazi della città al nuovo scenario climatico per garantire che siano sicuri e vivibili per tutti».
Tra gli interventi più innovativi previsti dal Piano c’è la realizzazione di una rete cittadina di rifugi climatici, consultabile attraverso una mappa digitale e, prossimamente, anche tramite l’app Julia. Attualmente sono stati censiti 660 punti di ristoro dal caldo, di cui 178 al chiuso e 482 all’aperto, comprendenti biblioteche, musei gratuiti, aule studio, centri anziani, parchi e altri spazi pubblici dotati di ombra, acqua e servizi igienici. L’obiettivo dell’amministrazione è fare in modo che ogni cittadino possa raggiungere un rifugio climatico a piedi in circa 15 minuti. Nel mese di luglio partirà inoltre il progetto del nuovo rifugio climatico di piazza dei Gerani, nel V municipio.
Il Piano si articola in dieci linee d’azione e trenta misure operative. Oltre al rafforzamento della rete dei rifugi climatici, prevede investimenti per 50 milioni di euro in cinque anni, nuove piantumazioni e forestazione urbana, depavimentazione e rinaturalizzazione di piazze, strade e marciapiedi, incremento dei punti di erogazione di acqua potabile, climatizzazione di edifici pubblici, asili nido e scuole dell’infanzia, potenziamento dei servizi sociali destinati ad anziani, senza dimora e persone fragili, ampliamento dei posti nei centri diurni e nelle strutture di accoglienza e ingressi gratuiti nelle piscine comunali, soggiorni al mare e servizi di consegna pasti.
L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha illustrato le principali azioni già avviate. «In uno scenario di clima mutato, le metropoli devono attuare strategie di resilienza e adattamento. Roma è al lavoro per mantenere e garantire condizioni di vita adeguate per tutte e tutti i cittadini». Tra gli interventi realizzati figurano la messa a dimora di 38 mila alberi tra strade e parchi, la realizzazione di 18 nuovi boschi urbani finanziati con il Pnrr e la depavimentazione di sette ettari complessivi di superfici asfaltate. «Lo facciamo con i rifugi climatici, con la depavimentazione e rinaturalizzazione della città e mettendo a sistema e riattivando la rete dei pozzi cittadini per irrigare il verde. Sono sette i pozzi riattivati o in via di riattivazione. Azioni fondamentali che si sommano a quelle messe in campo per l’assistenza e la cura delle persone più fragili».
Contestualmente è stato presentato anche il secondo Rapporto di monitoraggio climatico realizzato dalla Fondazione Cmcc per Roma Capitale. Lo studio evidenzia come il 2025 sia stato il terzo anno più caldo dal 1991 per temperatura media annua e tra i primi cinque per tutti i principali indicatori di caldo estremo. Tra i dati più significativi: oltre 40 giornate con temperature superiori ai 35 gradi, 101 notti tropicali, contro una media storica di 76, temperature medie di giugno superiori di circa 4 gradi rispetto al periodo 1991-2020, e infine gli anni 2022, 2023, 2024 e 2025 che figurano tutti tra i cinque più caldi degli ultimi decenni. Secondo gli scenari elaborati dal Cmcc, nei prossimi anni Roma dovrà confrontarsi con un ulteriore aumento delle temperature medie, delle notti tropicali e della frequenza delle ondate di calore, rendendo necessario un adattamento strutturale della città.
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