
A un anno dalla morte di Mattia Nicholas Liguori, Roma si è fermata per ricordare il giovane ciclista travolto e ucciso il 2 ottobre 2025 mentre percorreva Corso Francia. Sabato 3 ottobre un corteo dedicato alla sicurezza stradale ha preso il via alle 16.30 da piazzale Flaminio, riunendo circa duecento persone tra ciclisti, pedoni, familiari e cittadini.
Il gruppo ha attraversato le strade del centro della Capitale dirigendosi verso Ponte Milvio, trasformando il ricordo di Mattia in una mobilitazione per chiedere un cambiamento concreto nella gestione della mobilità urbana.
In serata sono previsti anche un concerto con giovani artisti e band emergenti e un presidio dedicato alla sicurezza sulle strade.
Al centro della manifestazione c’è la richiesta di rendere Roma più sicura per chi si muove in bicicletta e a piedi. Gli organizzatori chiedono un intervento complessivo sulla mobilità, partendo dalla diffusione delle zone con limite di velocità a 30 chilometri orari.
Tra le proposte figurano inoltre una rete di piste ciclabili protette e realmente collegate tra loro, la messa in sicurezza degli incroci più pericolosi e degli attraversamenti pedonali.
Secondo i promotori, però, la prevenzione deve passare anche dall’informazione. Per questo vengono richieste campagne di sensibilizzazione più incisive e una maggiore educazione alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile nelle scuole.
L’obiettivo è superare una concezione della strada come semplice spazio destinato al traffico e restituirle una dimensione più attenta alla sicurezza delle persone.
Prima della partenza, Martina Liguori, madre di Mattia, ha ricordato il rapporto del figlio con la bicicletta e il significato della manifestazione.
“Siamo qui in nome di Mattia per chiedere più sicurezza stradale. Era un ragazzo fantastico, amava andare in bicicletta, amava girare per la città così. Un mezzo che lo ha accompagnato fino agli ultimi minuti della sua vita. Ed è importante che tutti i giovani che vogliano usare la bici siano messi nella condizione di poterlo fare senza rischiare la vita”.
Poi l’appello rivolto non soltanto alle istituzioni:
“Chiediamo più sicurezza alle istituzioni ma anche alle persone, bisogna cambiare mentalità: la strada è di tutti”.
A piazzale Flaminio sono state esposte le fotografie di Mattia e di altri giovani morti sulle strade di Roma: Gaia Von Freymann, Camilla Romagnoli, Leonardo Lamma e Francesco Valdiserri.
Tra gli striscioni e i cartelli comparsi durante l’iniziativa, anche messaggi rivolti direttamente agli automobilisti, con richiami al rispetto dei limiti di velocità e alla necessità di non utilizzare il telefono mentre si guida.
Uno degli slogan più significativi sintetizzava proprio questo concetto:
“Guarda la strada, non lo schermo”.
Durante il percorso sono stati inoltre distribuiti materiali informativi dedicati alla prevenzione, al controllo della velocità e alle misure necessarie per ridurre i rischi per pedoni e ciclisti.
Prima dell’avvio del corteo, Martina Liguori ha annunciato anche l’installazione di un autovelox su Corso Francia, la strada dove Mattia perse la vita.
La notizia è stata accolta con un applauso dai presenti.
“Un primo passo, per noi è una vittoria”,
ha commentato la madre.
Per la famiglia e per chi ha partecipato alla manifestazione, però, l’installazione del dispositivo rappresenta soltanto uno degli interventi necessari. La richiesta più ampia resta quella di una trasformazione della mobilità romana, affinché ciclisti e pedoni possano utilizzare le strade della Capitale senza mettere quotidianamente a rischio la propria vita.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi