
Le storiche «garitte» della polizia locale di Roma sono destinate a scomparire quasi del tutto. Il Comune ha infatti avviato un piano che prevede la dismissione della maggior parte dei piccoli presidi utilizzati in passato dai vigili urbani per il controllo del traffico.
Si tratta dei classici gabbiotti stradali, installati nei primi anni Duemila, che oggi risultano in gran parte inutilizzati e in condizioni di forte degrado. Su 82 strutture presenti in città, circa 60 verranno progressivamente eliminate nei prossimi anni.
La decisione nasce da una ricognizione complessiva dello stato delle cabine. Molte di queste, infatti, non sono più funzionali alle esigenze operative della polizia locale e versano in condizioni critiche.
Esposte per anni agli agenti atmosferici, allo smog e ad atti vandalici, numerose garitte appaiono oggi danneggiate, arrugginite o con vetri compromessi. In diversi casi risultano del tutto inutilizzabili, trasformandosi più in elementi di degrado urbano che in strumenti utili al servizio.
Il tema è emerso anche a livello istituzionale, dopo un’interrogazione presentata dal consigliere capitolino Francesco Carpano. Nella risposta ufficiale, il comandante della polizia locale Mario De Sclavis ha confermato l’intenzione di riorganizzare completamente la presenza di queste strutture sul territorio.
Attualmente le garitte sono distribuite in tutti i municipi della Capitale, con una concentrazione maggiore nelle aree centrali e lungo le principali direttrici di traffico. Alcune sono già state riconvertite attraverso il progetto artistico «CabinArt”, che ha trasformato sei cabine in installazioni creative.
Il nuovo piano prevede di mantenerne attive solo 16, selezionate in base alla loro utilità strategica per la gestione della viabilità e dei servizi. Le altre, considerate ormai superate o irrecuperabili, saranno progressivamente rimosse.
La scelta di ridurre drasticamente il numero delle garitte riflette anche un cambiamento nel modo di operare della polizia locale. Rispetto al passato, infatti, le attività di controllo si basano sempre più su pattugliamenti dinamici e tecnologie mobili, piuttosto che su presidi fissi.
Già dal 2022 era stata avviata una riflessione interna sull’utilizzo di queste strutture, alla luce delle mutate condizioni del traffico cittadino e delle nuove dotazioni a disposizione degli agenti.
Oltre all’aspetto operativo, la dismissione delle cabine risponde anche a un’esigenza di decoro urbano. Molti di questi gabbiotti, ormai abbandonati, rappresentano un elemento di degrado visivo nelle strade della città.
Il piano del Campidoglio punta quindi a liberare spazi e migliorare l’aspetto delle aree urbane, mantenendo solo le strutture realmente utili. Un intervento che segna la fine di un simbolo della viabilità romana degli ultimi vent’anni, ma che guarda a un modello di città più moderno ed efficiente.
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