Roma, 25 aprile 2026
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Gianni Alemanno passerà 39 giorni in meno in carcere, per condizioni detentive degradanti

Il tribunale di Sorveglianza di Roma riconosce a Gianni Alemanno 39 giorni di riduzione pena per condizioni detentive degradanti. Uscita prevista il 24 giugno

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Gianni Alemanno passerà 39 giorni in meno in carcere, per condizioni detentive degradanti

Gianni Alemanno, ex primo cittadino della Capitale ed esponente politico di lungo corso, ottiene una riduzione di 39 giorni della pena che sta scontando nel carcere di Rebibbia. Alemanno è detenuto per una condanna a un anno e dieci mesi per traffico di influenze.

La decisione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Roma, che ha accolto l’istanza presentata dalla difesa ai sensi dell’articolo 35ter dell’ordinamento penitenziario. Il riconoscimento riguarda giorni di riduzione concessi «a causa delle condizioni umane e degradanti» subite durante la detenzione.

Revoca dei servizi sociali e ritorno in carcere

Alemanno era tornato in carcere nella notte del 31 dicembre 2024 dopo la revoca della misura alternativa ai servizi sociali. L’ex sindaco avrebbe dovuto svolgere attività presso la struttura «Solidarietà e Speranza», impegnata nel supporto a famiglie in difficoltà e vittime di violenza.

La revoca era stata motivata da quella che i giudici avevano definito una «gravissima e reiterata violazione delle prescrizioni imposte». Secondo le accuse, Alemanno avrebbe presentato documentazione falsa per giustificare impegni lavorativi ed evitare le attività previste. Inoltre, avrebbe incontrato in tre occasioni, tra marzo e settembre, una persona con precedenti penali, condannata in via definitiva nel 2018.

Uscita anticipata e commento della difesa

Alla luce della nuova decisione, Alemanno potrà lasciare il carcere il prossimo 24 giugno, anticipando la fine della pena. La riduzione rappresenta un passaggio significativo anche sul piano giuridico, perché si inserisce nel tema più ampio delle condizioni detentive nelle carceri italiane.

A commentare il provvedimento è stato Edoardo Albertario, legale dell’ex sindaco, che ha dichiarato all’Adnkronos: «Una piccola grande vittoria perché è un’ordinanza che certifica la battaglia che Alemanno sta conducendo contro il sovraffollamento carcerario».

Il tema del sovraffollamento

La decisione riporta al centro dell’attenzione il problema delle condizioni negli istituti penitenziari italiani, spesso al limite della capienza. Il riconoscimento dei giorni di riduzione, previsto dalla normativa, rappresenta uno strumento di tutela per i detenuti in presenza di situazioni considerate non conformi agli standard.

Nel caso di Alemanno, la pronuncia del tribunale non incide sulla condanna, ma modifica i tempi di esecuzione della pena, offrendo uno spunto di riflessione sul sistema carcerario e sulle sue criticità strutturali.

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