Roma, 13 aprile 2026
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Nasce a Roma il Polo scientifico regionale sulla biodiversità del Tevere

La struttura sorgerà a Scalo de Pinedo, sulla sponda sinistra del fiume, e sarà dedicata ad attività di divulgazione scientifica, educazione ambientale e partecipazione civica

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 4'
Nasce a Roma il Polo scientifico regionale sulla biodiversità del Tevere

Nasce a Roma il Polo scientifico-didattico regionale sulla biodiversità del Tevere, che sarà realizzato presso la sponda sinistra del fiume, a Scalo de Pinedo, nel tratto compreso tra Ponte Risorgimento e Ponte Pietro Nenni.

A istituirlo è una delibera di giunta approvata su proposta dell’assessore alla Tutela del territorio e Demanio, Fabrizio Ghera, di concerto con l’assessore all’Ambiente Elena Palazzo, che prevede la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio, Fondazione Marevivo Ets, Istituto di Scienze Marine del Cnr e Roma Capitale.

Il protocollo e le attività del Polo

L’intesa è finalizzata a definire il programma delle attività di divulgazione scientifica e di educazione ambientale dedicate al Tevere da realizzare all’interno del nuovo Polo.

Le attività saranno organizzate presso la sede della Fondazione Marevivo Ets e lungo il percorso didattico del Parco d’Affaccio.

Nel progetto rientra anche l’installazione di pannelli didattico-informativi dedicati alla biodiversità del Tevere, pensati per accompagnare il percorso di conoscenza del fiume e del suo ecosistema.

Il Centro per la biodiversità fluviale e urbana

Nell’ambito del Polo opererà anche il Centro per la biodiversità fluviale e urbana, descritto come un progetto regionale innovativo capace di unire ricerca scientifica, educazione ambientale e partecipazione civica.

Il Centro nasce dalla collaborazione tra Fondazione Marevivo e Cnr-Ismar, con l’obiettivo di costruire un presidio stabile di studio e divulgazione sul Tevere e sul contesto ambientale urbano che lo circonda.

Ghera: «Restituire il fiume ai cittadini»

Nel commentare l’iniziativa, l’assessore Fabrizio Ghera ha definito il nuovo Polo «un motivo di orgoglio» e un’ulteriore conferma dell’impegno della giunta regionale sulla promozione e valorizzazione del Tevere.

Ghera ha richiamato le azioni già messe in campo, «dalla cura dell’ambiente, attraverso le barriere raccogli plastica, fino pulizia delle banchine e alla gestione delle funzioni idrauliche», aggiungendo che «il nostro obiettivo è quello di restituire il fiume ai cittadini, rendendolo sempre più fruibile».

Alfonsi: «Esempio virtuoso di sinergia»

Sul progetto è intervenuta anche Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, all’Ambiente e al Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, che ha inserito il nuovo Polo nel più ampio percorso di rigenerazione del Tevere avviato in città.

Alfonsi ha ricordato che Roma Capitale ha inaugurato nel 2025 cinque parchi fluviali, realizzati con 7,3 milioni di fondi giubilari, e ha citato anche il parco Tiberis, che in estate riaprirà rinnovato, e il parco Tevere Sud, attualmente in corso di realizzazione.

Secondo l’assessora, il protocollo tra Roma Capitale, Regione Lazio, Fondazione Marevivo e Istituto di Scienze Marine del Cnr rappresenta «un esempio virtuoso dalla sinergia tra istituzioni, enti scientifici e associazioni».

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