
Momenti di forte tensione nel carcere di Regina Coeli, a Roma, dove nella mattinata di giovedì 1 ottobre alcuni detenuti della quinta sezione hanno appiccato un incendio provocando danni alla struttura e rendendo necessario l'intervento della Polizia penitenziaria.
Il bilancio è di sette agenti finiti al pronto soccorso, mentre anche alcuni detenuti hanno avuto bisogno di cure mediche. Secondo quanto riferito dall'Osapp, tre detenuti sono stati portati in ospedale e altri undici sono stati successivamente trasferiti. La Fns Cisl Lazio riferisce invece che, a seguito dell'incendio e dell'inagibilità del primo piano della sezione, circa trenta detenuti sono stati trasferiti d'urgenza.
L'episodio si sarebbe verificato nella tarda mattinata, tra le 11 e le 11.30. Le fiamme e il fumo hanno interessato il primo piano della quinta sezione, che secondo la Fns Cisl Lazio risulta attualmente inagibile.
Durante le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza, sette appartenenti alla Polizia penitenziaria sono stati accompagnati al pronto soccorso. Le conseguenze riportate sarebbero legate all'inalazione di fumo e alle contusioni subite durante l'intervento.
L'Osapp segnala inoltre danni all'interno della sezione e parla di tre detenuti che avrebbero avuto bisogno di cure ospedaliere.
Sul caso è intervenuto Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, che collega quanto accaduto alle condizioni complessive dell'istituto.
«Sette poliziotti penitenziari al pronto soccorso in un solo episodio non possono essere considerati l'ennesimo incidente di percorso».
Beneduci sottolinea inoltre le particolari difficoltà legate alla gestione del reparto interessato dai disordini.
«Ancor meno quando tutto avviene in un reparto destinato a detenuti» che «richiedono particolari cautele sotto il profilo della gestione e della sicurezza».
Secondo il sindacato, le criticità riguardano soprattutto il numero dei detenuti presenti e la carenza di personale.
«Quando oltre mille detenuti vengono concentrati in un istituto con poco più della metà dei posti necessari e la polizia penitenziaria opera con centinaia di unità in meno, non si può continuare ad affidare la tenuta del sistema esclusivamente alla professionalità, al sacrificio e all'incolumità fisica dei poliziotti».
Anche la Fns Cisl Lazio, attraverso il segretario generale Massimo Costantino, torna a denunciare le condizioni di Regina Coeli. Secondo il sindacato, nel carcere romano ci sarebbero circa 60 agenti in meno rispetto all'organico previsto e un sovraffollamento quantificato in circa 500 detenuti oltre la capienza.
Per la Fns Cisl Lazio è necessario intervenire con misure concrete per garantire la sicurezza del personale e della struttura. Il sindacato chiede una maggiore attenzione da parte dell'Amministrazione penitenziaria e una risposta definitiva alla carenza di organico.
Sulla stessa linea l'Osapp, che chiede interventi preventivi e non soltanto successivi agli episodi di violenza.
«L'emergenza è ciò che non si può prevedere. Qui, invece, i problemi sono conosciuti, denunciati e si ripresentano continuamente. Servono organici, prevenzione, una gestione effettiva dei detenuti problematici, strutture sicure e decisioni assunte prima delle rivolte e delle aggressioni, non dopo».
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