
«PREPOSIZIONI esplora il momento in cui le discipline smettono di difendere i propri confini e iniziano a contaminarsi nella pratica. È lì che la creatività diventa leggibile nella sua complessità». Con queste parole Fabio Mazzeo ha aperto il secondo appuntamento di PREPOSIZIONI, il progetto culturale da lui ideato e curato, ospitato negli spazi del suo studio a palazzo Baldoca Muccioli, nel cuore di Roma in via Giulia.
PREPOSIZIONI nasce come uno spazio stabile di confronto, fondato sull’idea che non siano gli oggetti o le singole discipline a produrre significato, ma le relazioni che si instaurano tra di esse.
Le preposizioni, elementi minimi del linguaggio, diventano così strumenti concettuali: “con”, “tra”, “per”, “in” come dispositivi capaci di orientare il pensiero e mettere in dialogo architettura, moda, design, cinema e pratiche creative contemporanee.
Un metodo che prende forma nell’intersezione tra progetto e ricerca umanistica, dove il confronto tra linguaggi diversi diventa occasione di conoscenza collettiva.
Dopo un primo incontro dedicato al cinema, il ciclo ha messo questa volta in relazione design e moda, chiamando a dialogare Frida Giannini, designer italiana di fama internazionale, il cui percorso attraversa ambiti differenti tenendo insieme visione creativa, esperienza personale e responsabilità culturale.
Sullo sfondo, una Roma stratificata e complessa, ricca di storia e bellezza, ma ancora capace di interrogarsi sul proprio rapporto con la contemporaneità.
Nata e residente a Roma, Giannini ha raccontato il suo legame con la città andando oltre l’immagine monumentale: «Roma è uno stato mentale prima ancora che una città», ha affermato, restituendo un ritratto intimo e non celebrativo di un luogo che continua a nutrire l’immaginario creativo attraverso le sue contraddizioni, la sua lentezza e la sua capacità di assorbire il tempo.
Il dialogo ha preso la forma della Perfida Intervista, il format ideato da Francesco Melchionda, che rinuncia alla linearità per seguire la curiosità e il dubbio. Qui la preposizione “con” non indica una complicità rassicurante, ma uno spazio di esplorazione critica.
Tra provocazioni e deviazioni, Giannini ha alternato riflessioni personali a considerazioni più ampie sul sistema della moda e sul ruolo della creatività oggi.
Nel corso dell’incontro, la designer si è soffermata sul valore delle competenze artigianali come patrimonio culturale e produttivo. Ha evidenziato come, nel tempo, la mancanza di politiche di sostegno adeguate abbia reso il sistema italiano più fragile, favorendo trasformazioni profonde e cambiamenti di assetto nel panorama del Made in Italy.
A chiudere l’incontro, un confronto aperto con il pubblico e con il padrone di casa, tornato ancora una volta sul tema di Roma e delle sue trasformazioni. Come possono convivere tutela e innovazione? Come può il presente trovare spazio in una città spesso concentrata sul proprio passato?
Per Fabio Mazzeo, la riqualificazione delle aree periferiche e degli edifici dismessi rappresenta una leva fondamentale per la rigenerazione urbana e l’innovazione sociale; per Giannini, è invece essenziale puntare su interventi selezionati e progetti capaci di lasciare un segno riconoscibile nel tempo.
Una serata densa e mai retorica, che ha affrontato alcuni nodi centrali del fare creativo contemporaneo con chiarezza e profondità. PREPOSIZIONI si conferma così come uno spazio di confronto aperto, capace di mettere in relazione discipline, visioni e generazioni diverse.
Il ciclo proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri e nuovi ospiti, continuando a esplorare quel territorio intermedio in cui il progetto diventa strumento critico per leggere il presente.
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