Roma, 26 maggio 2026
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Poteri Roma Capitale, Gualtieri: «La riforma è importante, ma conta soprattutto il metodo della collaborazione»

Il sindaco interviene sul ddl per i poteri della Capitale: «Servono sia la riforma costituzionale sia il dialogo tra istituzioni». Sullo sfondo lo scontro politico per l’astensione del Pd al voto alla Camera e il dibattito tra Gualtieri e la ministra Casellati

di Camilla Palladino - TEMPO DI LETTURA 2'
Poteri Roma Capitale, Gualtieri: «La riforma è importante, ma conta soprattutto il metodo della collaborazione»

Il disegno di legge sui poteri di Roma Capitale «è importantissimo», ma da solo non basta. Per il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il vero elemento decisivo resta la collaborazione istituzionale sul modello del Giubileo. Lo ha detto a margine della firma del protocollo d’intesa tra Camera di Commercio di Roma e Città metropolitana di Roma Capitale per lo sviluppo economico del territorio, intervenendo nel dibattito sulla riforma dei poteri della Capitale che nelle ultime settimane ha provocato tensioni tra maggioranza e opposizione.

«I veri poteri sono quelli dello Stato»

Secondo Gualtieri, le competenze più rilevanti restano comunque in capo allo Stato centrale. «I poteri che contano veramente sono poteri dello Stato, e quelli nessuno li può passare a Roma a meno che non si faccia una Repubblica romana, ma non mi sembra il caso», ha affermato il sindaco. Per il primo cittadino, la vera riforma è quella costruita attraverso il confronto continuo tra istituzioni: «Conta ancora di più il tavolo della collaborazione, il metodo Giubileo, in cui il sindaco di Roma deve stare in modo proattivo in un dialogo con tutte le istituzioni».

«Meglio dieci minuti a un tavolo che dieci anni di Pec»

Gualtieri ha rivendicato il metodo adottato per il Giubileo come modello amministrativo efficace per accelerare investimenti e opere pubbliche. «È quello che fa mettere a terra gli investimenti, non è la competenza legislativa. Problemi che sono risolvibili in dieci minuti di riunioni intorno a un tavolo piuttosto che in dieci anni di Pec», ha spiegato. Il sindaco ha però precisato che collaborazione istituzionale e riforma costituzionale non sono alternative: «Servono tutte e due, la collaborazione e la riforma. Non sono graduatorie, altrimenti poi sembra che non voglio la riforma, che è importantissima».

Lo scontro politico sulla riforma

Le dichiarazioni arrivano mentre prosegue il confronto politico sul ddl costituzionale che punta ad attribuire a Roma maggiori autonomie amministrative e legislative. Negli ultimi giorni il tema ha provocato uno scontro tra il Campidoglio e la ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Casellati, dopo le tensioni emerse in Parlamento sul percorso della legge. Gualtieri ha più volte sostenuto la necessità di affiancare alla riforma costituzionale una legge ordinaria capace di definire risorse, competenze e strumenti operativi per la Capitale. Il sindaco ha inoltre ribadito che il dialogo tra Stato, Regione Lazio e Campidoglio resta fondamentale «per mettere a terra investimenti» e affrontare concretamente le esigenze della città.

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