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La Cina ha rafforzato la propria politica di rimborso dei crediti IVA con l’obiettivo di concentrare maggiormente gli incentivi su manifattura, innovazione tecnologica e sviluppo verde.
Secondo i dati diffusi dall’Amministrazione fiscale statale, nell’anno trascorso dall’entrata in vigore delle nuove misure sono stati erogati 281,8 miliardi di yuan, circa 41,8 miliardi di dollari, sotto forma di rimborsi dei crediti IVA.
Di questi, 212 miliardi di yuan sono andati complessivamente ai settori manifatturiero, della ricerca scientifica, del software e della tutela ambientale, pari al 75,2% del totale.
Il peso maggiore riguarda l’industria manifatturiera, che ha ricevuto 191,4 miliardi di yuan, pari al 67,9% dei rimborsi complessivi.
La quota è aumentata di 20,2 punti percentuali rispetto al periodo precedente all’entrata in vigore della nuova disciplina.
Il meccanismo consente alle imprese che rispettano determinati requisiti di ottenere il rimborso dell’IVA già pagata sugli acquisti anziché riportare il credito ai periodi successivi per compensare l’imposta dovuta sulle vendite.
In questo modo le aziende possono recuperare liquidità in anticipo, con l’obiettivo dichiarato di favorire investimenti, innovazione tecnologica e ammodernamento degli impianti.
La riforma è entrata in vigore con il periodo di dichiarazione IVA di settembre 2025. Il provvedimento del ministero delle Finanze e dell’Amministrazione fiscale prevede che le imprese idonee di quattro grandi comparti — manifattura, ricerca scientifica e servizi tecnici, software e servizi informatici, protezione ecologica e gestione ambientale — possano chiedere ogni mese il rimborso dell’eccedenza di credito IVA maturata a fine periodo.
La disciplina distingue questi settori da altre categorie. Per esempio, alle imprese immobiliari che rispettano determinati requisiti può essere rimborsato il 60% dell’incremento del credito IVA rispetto a una base di riferimento, mentre per gli altri contribuenti sono previsti rimborsi proporzionali e soglie specifiche.
L’intervento si inserisce in un processo più ampio di revisione della politica dei rimborsi IVA. Le autorità cinesi hanno progressivamente trasformato uno strumento utilizzato anche in fasi di rallentamento economico in un meccanismo fiscale più stabile e selettivo.
Secondo Liang Ji, direttore del centro di ricerca sulle entrate pubbliche dell’Accademia cinese delle scienze fiscali, l’ultima revisione mira proprio a rendere il sostegno più mirato verso i comparti considerati strategici per la trasformazione industriale.
L’Amministrazione fiscale ha annunciato che continuerà a perfezionare il sistema di rimborso e i relativi servizi, con l’obiettivo di rendere più rapido l’accesso ai benefici da parte delle imprese.
Fonte: agenzia Xinhua
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