
Prendere la patente resta un rito di passaggio, ma a Roma può trasformarsi anche in una questione di organizzazione. Tra università, lavoro, spostamenti quotidiani e una città estesa, trovare il tempo per lezioni, esercitazioni e pratiche può diventare un ostacolo ulteriore per chi vuole arrivare all’esame. È anche da questa esigenza che nasce l’arrivo nella Capitale di BRUM Patenti, autoscuola digitale già presente a Milano, Monza, Modena, Venezia, Brescia e Torino e ora pronta a misurarsi con il mercato romano. Il modello punta sulla tecnologia per rendere più flessibile il percorso verso la patente e sulla collaborazione con autoscuole e istruttori già attivi sul territorio.
I numeri aiutano a fotografare la difficoltà del percorso. Nel 2025, nella provincia di Roma, sono state sostenute 77.822 prove teoriche per la patente B. A superarle è stato il 56,2 per cento dei candidati, contro una media nazionale del 60,3 per cento. La preparazione teorica rappresenta quindi una parte tutt’altro che marginale dell’iter. Ed è proprio su questo passaggio che BRUM punta a intervenire attraverso strumenti digitali pensati per chi ha poco tempo e tende a gestire gran parte delle proprie attività dallo smartphone.
Attraverso l’app di BRUM gli aspiranti automobilisti possono esercitarsi con i quiz ministeriali, verificare i propri progressi e individuare gli errori commessi durante la preparazione. La piattaforma consente inoltre di caricare i documenti necessari e seguire lo stato della pratica. Anche le lezioni di guida possono essere prenotate tramite app, scegliendo giorno, orario e punto di partenza. Un sistema pensato soprattutto per evitare che il percorso verso la patente si trasformi in una sequenza di appuntamenti difficili da incastrare nella vita quotidiana. «Se un ragazzo studia da una parte della città, vive dall’altra e magari lavora nel weekend, non possiamo aggiungere altra complessità a un percorso che richiede già impegno», spiega Luca Cozzarini, co-founder e CEO di BRUM. «La tecnologia ci serve esattamente a questo: semplificare tutto quello che può essere semplificato, senza togliere valore alla formazione».
Il progetto prevede anche la creazione di punti di incontro distribuiti sul territorio per le lezioni pratiche, con l’obiettivo di rendere progressivamente il servizio accessibile nelle diverse aree della Capitale. Non si tratta però di sostituire il sistema tradizionale delle autoscuole. BRUM punta infatti a costruire una rete attraverso la collaborazione con istruttori, autoscuole e professionisti già presenti a Roma, affiancandone il lavoro. «Roma era un passaggio fondamentale nel nostro percorso di crescita, ma è anche una città che ci pone nuove sfide e vogliamo crescere sul territorio costruendo una rete che coinvolga anche istruttori e realtà locali», aggiunge Cozzarini. L’obiettivo dichiarato è quindi adattare il percorso alla dimensione della Capitale: meno vincoli organizzativi per gli allievi, strumenti digitali per la preparazione e una rete fisica per le lezioni di guida. Un modello che prova a intercettare soprattutto le abitudini di una generazione abituata a gestire dallo smartphone gran parte delle proprie attività quotidiane.
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