
Il Pratone di via Teulada
Anche la LAV entra nella battaglia giudiziaria sul futuro del Pratone di via Teulada, l’area compresa nella Riserva naturale di Monte Mario dove è prevista la realizzazione di un nuovo edificio per l’ampliamento della Città giudiziaria di piazzale Clodio.
La sede romana dell’associazione è intervenuta nel procedimento davanti al TAR del Lazio a sostegno del ricorso presentato dal Comitato Trionfalmente 17 e dall’associazione Insieme 17 APS, rappresentati dall’avvocato Alessandro Di Paola.
L’obiettivo è ottenere l’annullamento degli atti che hanno consentito di derogare alle norme del Piano della Riserva per permettere l’intervento edilizio. Il ricorso era stato depositato nel luglio 2025 e l’udienza di discussione è fissata al 20 ottobre 2026.
Il progetto nasce dal percorso istituzionale per ampliare il polo giudiziario di piazzale Clodio, confermato nel 2024 da un protocollo sottoscritto da Ministero delle Infrastrutture, Ministero della Giustizia, Regione Lazio e Roma Capitale.
Nel maggio 2025 un decreto del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha autorizzato una deroga al Piano della Riserva naturale di Monte Mario. L’intervento prevede un nuovo edificio per gli uffici giudiziari, con un’altezza massima di 24 metri, indicata nelle ricostruzioni disponibili come corrispondente a circa otto piani, all’interno di un’area di circa due ettari.
Parallelamente, il progetto istituzionale prevede la realizzazione della cosiddetta “Porta del Parco”, con la riqualificazione del Pratone, percorsi pedonali e interventi di recupero ambientale nell’area di Monte Mario. Regione e Campidoglio sostengono che il nuovo edificio dovrà utilizzare prevalentemente superfici già compromesse e ridurre al minimo l’impiego di terreno permeabile.
È proprio la compatibilità dell’intervento con la tutela dell’area protetta a essere contestata dalla LAV e dai comitati.
Secondo l’associazione, la costruzione produrrebbe conseguenze permanenti sul paesaggio, sulla continuità ecologica e sugli habitat delle specie animali e vegetali presenti nella riserva.
«Le aree protette esistono proprio per sottrarre gli ecosistemi più fragili al progressivo consumo di suolo», afferma Anna L. Cavalli, responsabile della sede LAV di Roma.
Per l’associazione il Pratone non può essere considerato un’area libera disponibile per nuove costruzioni, ma una parte dell’ecosistema di Monte Mario con funzioni ambientali legate alla permeabilità del terreno, alla mitigazione delle temperature e alla presenza di fauna e vegetazione.
LAV chiede quindi alle istituzioni di individuare soluzioni alternative per l’ampliamento degli uffici giudiziari.
Sul progetto si confrontano da tempo due interpretazioni molto differenti.
Comitati e associazioni ritengono che la realizzazione del nuovo palazzo comporti di fatto una cementificazione all’interno di un’area protetta e hanno proposto di valutare immobili pubblici già esistenti nelle vicinanze di piazzale Clodio.
Regione Lazio e Roma Capitale presentano invece l’intervento come un progetto di rigenerazione urbana e ambientale. Nel decreto illustrato nel maggio 2025 è previsto che l’edificio venga progettato «senza nuovo consumo di suolo», limitando al minimo l’occupazione delle superfici permeabili e accompagnando la costruzione con un aumento delle aree verdi e la depavimentazione di alcune porzioni di piazzale Clodio.
È proprio la deroga che rende possibile l’intervento nella Riserva naturale a essere ora al centro del giudizio amministrativo.
Il contenzioso era stato avviato nel 2025 da Trionfalmente 17 e Insieme 17, dopo la pubblicazione del decreto regionale. L’ingresso della LAV rafforza ora il fronte associativo che chiede l’annullamento degli atti.
«Difendere il Pratone significa difendere un bene comune, la biodiversità urbana e il diritto delle generazioni presenti e future a vivere in una città meno cementificata», sostiene Cavalli.
La decisione sulla legittimità degli atti impugnati spetterà però al TAR del Lazio, chiamato a esaminare il ricorso nell’udienza fissata per il prossimo 20 ottobre.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi