
Foto di Anita Armenise
Le Sale monumentali di Palazzo Venezia aprono le porte ai cittadini e ai turisti, che potranno seguire da vicino uno dei più importanti cantieri di restauro attualmente in corso a Roma. È stato presentato mercoledì 29 aprile il progetto «Cantiere aperto. Le Sale monumentali di Palazzo Venezia», iniziativa che consentirà al pubblico di visitare il restauro della Sala del Mappamondo, della Sala delle Battaglie e della Sala Regia, nell’ambito dei lavori per la realizzazione della futura stazione Venezia della linea C della metropolitana. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè, la commissaria straordinaria del Governo per la Linea C Maria Lucia Conti e la direttrice generale del Vive – Vittoriano e Palazzo Venezia Edith Gabrielli, insieme ai vertici di Roma Metropolitane e del Contraente Generale Metro C.
Il progetto permetterà ai visitatori di seguire passo dopo passo l’avanzamento dei lavori attraverso un diario pubblicato periodicamente sul sito istituzionale del Vive, con video-interviste ai restauratori che racconteranno le operazioni di consolidamento, pulitura e reintegrazione delle superfici pittoriche. Inoltre, due volte al mese tra maggio e giugno, il pubblico potrà salire direttamente sui ponteggi del cantiere e osservare da vicino i progressi del restauro, accompagnato dagli stessi restauratori. Un’occasione rara per vedere da vicino le decorazioni di uno dei palazzi più importanti della Capitale e comprendere il lavoro di tutela del patrimonio artistico.
La direttrice del Vive Edith Gabrielli ha spiegato che il progetto si inserisce nel più ampio programma «Vive Cantiere aperto», già sperimentato con il restauro dell’Altare della Patria, delle sculture del Vittoriano e dell’Appartamento Barbo. «Il progetto mira a coinvolgere il pubblico nel processo di tutela del nostro patrimonio», ha spiegato. «I visitatori avranno la possibilità di entrare fisicamente nel cantiere. Un’esperienza unica: salire sui ponteggi, vedere le opere da vicino e ascoltare dalla viva voce dei restauratori come si interviene per salvaguardarle». L’obiettivo è duplice: evitare che durante i restauri questi luoghi vengano dimenticati e rendere i cittadini parte attiva della loro conservazione.
Le Sale monumentali, realizzate subito dopo il 1464 da papa Paolo II, sono tra gli ambienti più importanti di Palazzo Venezia. Nel corso dei secoli hanno ospitato ambasciatori veneziani e austro-ungarici, il Museo del Medioevo e del Rinascimento e furono poi utilizzate come sede di rappresentanza del governo fascista.

Qui si sono svolti eventi storici di grande rilievo: dagli incontri tra papa Paolo III e Carlo V fino al celebre annuncio dell’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale. Al termine del restauro accoglieranno il nuovo percorso museale permanente dedicato al «Fatto in Italia», con la museografia firmata da Michele De Lucchi.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato come i cantieri della Metro C non rappresentino solo un’infrastruttura per la mobilità, ma anche un’opportunità di recupero e valorizzazione del patrimonio storico. «Le stazioni Colosseo e Porta Metronia hanno dimostrato che i cantieri non solo non sono incompatibili con i monumenti, ma offrono anche la possibilità di conoscere meglio il nostro patrimonio archeologico e artistico», ha dichiarato. Secondo il primo cittadino, ai vantaggi in termini di trasporto si aggiungono dunque benefici culturali e turistici, grazie anche ai finanziamenti aggiuntivi previsti nei lavori della linea metropolitana.
L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha evidenziato l’impatto già prodotto dalla Metro C: nel 2025, dopo l’apertura delle stazioni Porta Metronia e Colosseo, i flussi sono cresciuti del 10 per cento. «Quando siamo arrivati la Metro C aveva 40mila validazioni al giorno, siamo arrivati a 51mila validazioni giornaliere: significa 5mila macchine in meno sulle strade», ha spiegato. Con l’apertura della futura stazione Venezia si stimano tra le 6mila e le 8mila validazioni giornaliere aggiuntive, intercettando una parte significativa dei circa 150mila visitatori quotidiani del centro storico.
Guardando al futuro, Gualtieri ha annunciato che il Campidoglio sta già ragionando su una nuova configurazione urbanistica di Piazza Venezia dopo l’arrivo della metro. «Pensiamo al superamento dell’utilizzo di Piazza Venezia come una rotonda per il traffico e alla sua trasformazione in una piazza dove le persone possano stare e non provare a sopravvivere quando la attraversano», ha detto. L’obiettivo è la completa pedonalizzazione dei Fori Imperiali e una riqualificazione complessiva della piazza più centrale della città, oggi ancora dominata dal traffico automobilistico.
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