
La seconda edizione di “Paesaggi Umani di Roma Plurale. Performing Media Storytelling per la Memoria Rigenerativa” amplia il proprio raggio d’azione e propone un nuovo modo di raccontare Roma attraverso le voci e i ricordi di chi vive i suoi quartieri.
Il progetto è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è stato selezionato nell’ambito dell’avviso pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno” e si sviluppa in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
L’iniziativa punta a trasformare la memoria collettiva in uno strumento di partecipazione, valorizzando i patrimoni immateriali della città e coinvolgendo cittadini, studenti, artisti e comunità locali.
Uno degli elementi centrali del programma sarà rappresentato dai walkabout, passeggiate narrative e partecipative durante le quali i partecipanti potranno esplorare i territori, raccogliere testimonianze e condividere esperienze.
Le attività avranno anche una funzione formativa, grazie a workshop dedicati alle tecniche del performing media storytelling. Le storie emerse durante gli incontri saranno successivamente trasformate in contenuti audio geolocalizzati.
Nasceranno così vere e proprie mappe parlanti, capaci di restituire la memoria dei luoghi attraverso podcast ascoltabili direttamente nei punti in cui le vicende sono state raccolte.
Il percorso coinvolgerà diverse aree di Roma. Accanto al Tuscolano, già protagonista della prima edizione, sono previsti appuntamenti a Ostia, lungo il Tevere e nel territorio di Decima Malafede.
In questi contesti saranno proposte performance, videoproiezioni itineranti e attività teatrali pensate per favorire il dialogo tra generazioni e comunità. Particolare attenzione sarà riservata anche ai temi della memoria rurale, della trasformazione urbana e delle esperienze di abitare condiviso.
Un appuntamento speciale interesserà il Mandrione, dove Ascanio Celestini guiderà un percorso dedicato alla storia sociale di questo quadrante della Capitale e alla figura di don Roberto Sardelli, noto per il suo impegno educativo nelle periferie romane.
Il progetto prevede inoltre l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata per creare nuove modalità di relazione con il patrimonio artistico.
Tra le iniziative figura il ritorno virtuale della musa Polimnia nel territorio del Tuscolano. La statua originale, conservata al Museo della Centrale Montemartini, sarà protagonista di un’esperienza digitale capace di collegare il museo al quartiere in cui l’opera fu ritrovata.
L’obiettivo è sperimentare un modello replicabile anche in altre periferie, mettendo in relazione i luoghi di provenienza delle opere con gli spazi museali che oggi le custodiscono.
Il percorso si concluderà con la realizzazione di segnaletiche parlanti e altri strumenti permanenti per consentire l’ascolto dei contenuti prodotti.
Dai laboratori nelle comunità fino alle attività previste nel carcere di Rebibbia, “Paesaggi Umani di Roma Plurale” intende costruire una memoria condivisa, capace di generare nuove relazioni e rafforzare il senso di appartenenza ai territori.
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