
È davvero questo capitalismo l’unico orizzonte possibile? È da questa domanda radicale e urgente che prende le mosse «Vivere, Abitare, Cooperare», il festival in programma dal 17 al 20 settembre nel giardino di Via Nuoro 7, tra Piazza Lodi e il Pigneto. Una kermesse a ingresso libero e gratuito che per quattro giorni – con 30 appuntamenti, oltre 60 ospiti e tantissime realtà coinvolte – trasformerà lo spazio in un laboratorio a cielo aperto fatto di talk, laboratori, mercatini, attività per bambinɜ, musica e spettacoli.
L’obiettivo è dare voce e visibilità a quelle pratiche che, già oggi, costruiscono economie alternative: dalla cooperazione al mutualismo abitativo, passando per i beni comuni, l’economia circolare, il lavoro di cura e la produzione collettiva del valore.
Il festival si articola attorno a tre verbi chiave che ne definiscono la bussola. Si parte con il «Vivere», pensato per riconoscere il valore sociale, il lavoro di cura e tutto ciò che l’economia dominante tende a rendere invisibile. Si prosegue con l’«Abitare», per ripensare la casa, lo spazio urbano, il cibo e il digitale come questioni profondamente collettive, economiche e politiche. Infine, si guarda al «Cooperare», per costruire forme in cui il valore prodotto resta radicato nel territorio e appartiene alla comunità.
Il palinsesto vede la partecipazione di grandi nomi del pensiero critico ed economico, come Emiliano Brancaccio, Federica Giardini, Giuseppe Allegri, Luigi Corvo e Alessandro Coppola, affiancati da importanti realtà del territorio e dell’attivismo tra cui Spin Time, Confcooperative, Scomodo, Barikamà, Programma Integra, Officine Zero, Stalker, Open Impact e la Casa Internazionale delle Donne.
Tra gli appuntamenti di punta spicca la partecipazione della Casa Internazionale delle Donne, protagonista sabato 19 settembre dalle 11:00 alle 12:30 del talk dal titolo: «Quanto costa il patriarcato? Cura, lavoro e disuguaglianze tra genere, classe e migrazioni». Un confronto cruciale che vedrà alternarsi al microfono Anna Caputo (Casa Internazionale delle Donne), Papia Aktar (Arci Roma), Monica di Sisto (Fairwatch), Erica Aloè (Sapienza Università di Roma) e Eva Cammerino (Municipio V), con la moderazione di Clara Archibugi (Nuoro7).
Il festival non sarà solo uno spazio di riflessione teorica, ma anche di espressione culturale e artistica. Nel programma spiccano le performance musicali di Marcello Newman e dei FOSSICK PROJECT con Marta Del Grandi e Cecilia Valagussa, oltre agli spettacoli teatrali di Riccardo Goretti, che aprirà la prima giornata con il suo show tra comicità, musica e poesia «Attacco di Panico», Niccolò Fettarappa e Lorenzo Maragoni, Aurora Spreafico e Altri Libertini.
L’inaugurazione è fissata per giovedì 17 settembre con l'apertura ufficiale del Festival a Nuoro7 tra le 16:30 e le 17:30. A seguire, dalle 17:30 alle 19:00, si terrà il talk «Reincantare il mondo: come liberare il desiderio per una società post-capitalista», con Federica Giardini (Università Roma Tre), Bibi Bellini (Fondazione Barberini), Giuseppe Allegri (Sapienza) e Leonardo Morosini (Inventare il Futuro), con la moderazione di Lavinia Pastore (NUORO7 / Open Impact). Dalle 19:30 alle 21:00 sarà la volta del talk «La concentrazione di capitale e la via cooperativa», con Emiliano Brancaccio (Federico II) e Luigi Corvo (Milano-Bicocca / Open Impact) in dialogo con il docente e attivista Andrea Masala. La prima giornata si concluderà dalle 21:15 alle 22:30 con lo spettacolo «Cosa salviamo show» di Riccardo Goretti.
La riflessione sul presente non si esaurisce nel weekend: il 23 e 24 settembre il festival raddoppia con «Digitale Brutale», l’Off Festival organizzato in collaborazione con il Master ProPART di Sapienza e IUAV. Due giornate interamente dedicate ad analizzare – a partire dal caso Autistici/Inventati – il potere pervasivo delle piattaforme, l’intelligenza artificiale, la sovranità digitale e la ricerca di alternative possibili nell'era tecnologica.
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