Roma, 14 gennaio 2026
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«Oro grigio», il 22 gennaio la proiezione speciale all’Azzurro Scipioni. Nel documentario anche l'intervista all'assessora Funari

Il docu-film di Francesco Bonelli riflette sulla terza età e apre il dibattito su invecchiamento e modelli di assistenza

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Una proiezione speciale seguita da un incontro con il regista per raccontare la terza età fuori dagli stereotipi. Mercoledì 22 gennaio alle 21, al cinema Azzurro Scipioni di via degli Scipioni, sarà proiettato «Oro grigio», il docu-film firmato da Francesco Bonelli, che affronta il tema dell’invecchiamento come fase ancora attiva, complessa e ricca di possibilità.

Un racconto corale sull’età che avanza

Il documentario propone una riflessione sull’anzianità lontana da narrazioni semplificate e paternalistiche, mettendo in discussione i luoghi comuni che spesso accompagnano la terza età. Attraverso incontri, testimonianze e voci diverse, «Oro grigio» restituisce uno sguardo plurale su una fase della vita che continua a essere attraversata da desideri, fragilità e progettualità.

All’interno del film trova spazio anche l’intervista all’assessora capitolina alle Politiche sociali e alla salute, Barbara Funari, insieme agli interventi di personaggi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Erri De Luca, Stefano Fresi e Massimo Ghini.

Bonelli: «Un film senza paura e senza retorica»

«Oro Grigio – spiega Bonelli – è un film che parla dell’età che avanza con umanità, ironia e senza paura. Un racconto fatto di incontri, voci e storie vere che ci riguardano tutti, capace di emozionare e far riflettere senza retorica, con uno sguardo libero e profondamente umano».

La riflessione di Funari sul tema delle Rsa

Nel documentario Funari affronta anche il tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e del modello delle residenze sanitarie assistenziali. «Rsa sì o no? Io ti rispondo Rsa no ad oggi – afferma l'assessora – soprattutto per il modello di Rsa che oggi è presente nel nostro Paese. Perché non garantisce un’assistenza per persone non autosufficienti dal momento che non c’è abbastanza personale».

Una riflessione che si allarga al desiderio di autonomia e di permanenza nel proprio contesto di vita: «Credo che ognuno di noi voglia vivere a casa propria il più a lungo possibile e mi chiedo se questo siamo in grado di garantirlo laddove le persone abbiano questo desiderio».

L’incontro con il regista dopo la proiezione

La serata del 22 gennaio sarà anche l’occasione per un confronto diretto con il regista, che incontrerà il pubblico al termine della proiezione, aprendo un dialogo sui temi del film: l’invecchiamento, le politiche sociali, la dignità della persona e il modo in cui la società guarda all’età che avanza.

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