
La mobilitazione studentesca arriva anche al liceo Plauto, dove lunedì 2 novembre gli studenti hanno dichiarato occupata la scuola. La decisione, annunciata attraverso un comunicato politico, viene presentata come la prosecuzione delle proteste che nelle ultime settimane hanno coinvolto diversi istituti della Capitale e che hanno trovato un nuovo momento di partecipazione nello sciopero generale del 30 ottobre, culminato con l’occupazione di via dei Fori Imperiali. Nel documento gli studenti collegano la protesta alle condizioni delle scuole, in particolare quelle delle periferie, e alle scelte del governo guidato da Giorgia Meloni e del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Tra le questioni sollevate dagli studenti del Plauto ci sono innanzitutto i problemi strutturali dell’istituto. Nel comunicato viene citata la situazione dei bagni nella succursale di via Brancati, che, secondo quanto denunciato, continuerebbero a non funzionare nonostante le numerose segnalazioni e gli interventi effettuati nell’ultimo mese, giudicati dagli studenti «mal eseguiti». La protesta riguarda anche l’organizzazione interna della scuola. Gli studenti contestano la gestione dell’introduzione del periodo unico, descritta come caratterizzata da «totale disorganizzazione e mancanza di chiarezza», con conseguenze sia per gli alunni sia per il resto della comunità scolastica. Nel mirino anche la divisione tra sede centrale e succursali. Secondo gli occupanti, la scelta di collocare nei plessi distaccati esclusivamente classi di Scienze Umane avrebbe accentuato le differenze tra le diverse componenti dell’istituto, contribuendo a creare una comunità scolastica divisa. Per questo, spiegano, è stata decisa la chiusura degli ingressi di entrambe le succursali, in via Renzini 48 e via Brancati.
L’occupazione del Plauto si inserisce in una mobilitazione che ha già interessato numerose scuole della Capitale. Nelle scorse settimane erano finite al centro delle proteste, tra le altre, il Gullace, il Giorgio Ambrosoli, il Cavour, il Newton, il Machiavelli, l’Enzo Rossi, il Levi Civita, il Di Vittorio-Lattanzio, il Morgagni e il Rossellini. Più recentemente, sempre nella mattinata di lunedì, si erano aggiunti il Righi, l’Augusto e il Russell, con iniziative e rivendicazioni legate alle condizioni degli edifici, ai finanziamenti per l’istruzione e alle politiche scolastiche. Anche gli studenti del Plauto rivolgono le proprie critiche alle scelte dell’esecutivo, accusato di non investire risorse sufficienti nella scuola e di privilegiare altre voci di spesa. Nel comunicato vengono contestate inoltre le priorità del ministro Valditara, con riferimenti all’alternanza scuola-lavoro e al Ddl sul razzismo. Gli occupanti chiedono infine alla presidenza che vengano giustificate le eventuali assenze degli studenti dei plessi di via Renzini e via Brancati durante il periodo dell’occupazione. La mobilitazione, scrivono, proseguirà anche nelle prossime settimane: gli studenti annunciano la partecipazione alla giornata dello studente del 20 novembre e allo sciopero generale del 12 dicembre.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi
DIRETTORE EDITORIALE
Jacopo Nassi