Roma, 10 gennaio 2026
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Svelato il progetto per il nuovo Policlinico Umberto I: la Sapienza disegna una “città-giardino” tra sanità, ricerca e università

Rigenerazione architettonica e urbana da un miliardo di euro: monoblocco sanitario, padiglioni riconvertiti e campus integrato

di Giacomo ZitoULTIMO AGGIORNAMENTO 16 ore fa - TEMPO DI LETTURA 5'

«Una città della cura, della conoscenza e della ricerca». È attorno a questa immagine che giovedì 8 gennaio ha preso forma il progetto del nuovo Policlinico Umberto I, presentato nell’Aula magna della Sapienza come esito di un lungo percorso di rigenerazione architettonica e urbana destinato a trasformare il più antico policlinico d’Italia in un complesso moderno, sostenibile e integrato con il tessuto universitario e urbano.

Il Policlinico Umberto I, nato con la posa della prima pietra nel 1888 e oggi composto da 51 edifici distribuiti su una superficie di circa 280 mila metri quadrati, è al centro di una proposta che punta a superare l’attuale frammentazione funzionale attraverso un nuovo assetto unitario.

Il progetto, elaborato dalla Sapienza, è stato illustrato dalla rettrice Antonella Polimeni alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, con la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, del direttore generale del Policlinico Fabrizio D’Alba e del presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo.

Dal policlinico storico al monoblocco sanitario

Il progetto, ha raccontato la Rettrice Polimeni, è stato realizzato «attraverso le competenze delle nostre docenti di architettura Giovenale e Salimei e del gruppo di giovani ricercatrici e ricercatori da loro coordinato».

Lungo viale dell’Università si prevede quindi la realizzazione di un unico fronte articolato che metterà in relazione il nuovo e il preesistente, dando vita a un grande monoblocco sanitario, definito da Polimeni come «uno spazio accogliente per chi ha bisogno di cure, funzionale per chi vi lavora e stimolante per coloro seguono un percorso formativo e fanno ricerca».

All’interno saranno concentrate tutte le degenze, organizzate in camere a due posti letto con servizi, ad eccezione della pediatria che costituirà un polo dedicato, insieme ai principali servizi di diagnosi e terapia: pronto soccorso, blocchi operatori, terapie intensive, diagnostica per immagini, poliambulatori e altri servizi diagnostico-terapeutici. È prevista anche la creazione di un nuovo sistema di accettazione e accoglienza.

rendering progetto Umberto I

Studi per la rigenerazione urbana e architettonica del Policlinico Umberto I con indicazioni dell'ingombro del nuovo complesso ospedaliero. Fonte: uniroma1.it

La razionalizzazione degli spazi risponde all’esigenza, più volte richiamata nel corso della presentazione, di superare una struttura ritenuta ormai inadeguata.

A parlarne durante la presentazione è il dg D’Alba, secondo il quale «il policlinico di oggi non è adatto a erogare prestazioni in maniera adeguata perché stiamo pagando un’inerzia decennale».

Grazie al lavoro di tutte le istituzioni coinvolte, continua quindi D'Alba, «riusciremo a elevare gli standard assistenziali, creando un luogo per una sanità d’eccellenza, in cui tutti i professionisti vorranno venire a lavorare».

I padiglioni storici e il campus universitario

Il progetto non prevede l’abbandono del patrimonio storico, ma una sua profonda riconversione. I padiglioni storici non saranno più destinati ad attività sanitarie. Al loro interno sono invece previste aule studio, residenze per studenti, spazi per la ricerca, punti ristoro, aree per il benessere e il fitness, oltre ad alloggi per visiting professor. Le strutture accoglieranno anche funzioni dipartimentali, amministrative e logistiche e servizi assistenziali di valenza territoriale.

Gli studi per la riorganizzazione funzionale dell’intero complesso. Fonte: uniroma1.it

In questa prospettiva prende forma l’idea di un grande campus universitario integrato, aperto non solo alla comunità accademica ma anche alla città. Un modello che intreccia clinica, formazione e innovazione e che punta a restituire coerenza funzionale e valore identitario a uno dei complessi ospedalieri e universitari più rilevanti del Paese.

La “città-giardino” e il ruolo del verde

Elemento centrale della proposta è la trasformazione dell’area in una vera e propria “città-giardino”. Il progetto prevede la pedonalizzazione del viale del Policlinico, la realizzazione di un parcheggio interrato, la riorganizzazione degli spazi per la sosta e la percorrenza pedonale e la sostituzione dell’asfalto con pavimentazioni in pietra, differenziate per distinguere le aree pedonali dalle corsie riservate alle ambulanze.

Ampio spazio è dedicato al potenziamento del sistema del verde, sia all’interno che all’esterno del comparto, con aree accessibili, percorsi ombreggiati, cortili attrezzati, spazi per la socialità e, ove tecnicamente possibile, tetti verdi. È prevista anche la valorizzazione dei reperti archeologici oggi interrati e non fruibili, in un’operazione che mira a «restituire leggibilità all’impianto originario del complesso», si legge dalla presentazione del progetto, attraverso la rimozione delle aggiunte superflue alla struttura e il recupero dell’ordine morfologico.

Il percorso istituzionale e il via libera della Soprintendenza

La proposta è il risultato di un lavoro congiunto sviluppato all’interno di un Tavolo tecnico interistituzionale che ha coinvolto Regione Lazio, Sapienza, Roma Capitale, Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I e Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma.

Proprio il nulla osta della Soprintendenza alla demolizione e ricostruzione di alcuni edifici storici ha segnato uno snodo decisivo, consentendo di arrivare a una soluzione progettuale condivisa sotto il profilo tecnico e strategico.

«Un percorso complesso», ha commentato l'assessore Veloccia, «per trovare una sintesi tra le nuove esigenze e la preservazione della storia», ma anche «la conferma che, con il lavoro di tutti i soggetti coinvolti, gli interventi complessi si possono fare».

Le risorse e la sostenibilità dell’intervento

La costruzione del nuovo Policlinico Umberto I sarà resa possibile grazie alle risorse messe a disposizione dall’Inail nell’ambito degli interventi urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria, per un importo complessivo di un miliardo di euro. L’istituto diventa così un attore chiave dell’operazione.

Il progetto punta anche alla sostenibilità ambientale ed economica. La riduzione del numero degli edifici e la concentrazione delle funzioni in un monoblocco consentiranno di abbattere i costi di gestione legati all’attuale conformazione del Policlinico e di realizzare una struttura a ridotto impatto ambientale, in grado di rientrare dall’investimento nel medio periodo.

Una visione integrata tra cura, formazione e ricerca

Nel delineare il senso complessivo dell’intervento, la governance della Sapienza ha parlato di una giornata «importante e storica», sottolineando come il progetto sia il risultato di anni di lavoro e di una convergenza operativa tra tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo dichiarato è creare uno spazio accogliente per chi ha bisogno di cure, funzionale per chi vi lavora e stimolante per chi studia e fa ricerca, restituendo alla città un policlinico moderno e sostenibile, all’altezza della sua storia e del ruolo che è chiamato a svolgere nel sistema sanitario e universitario nazionale.

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