Roma, 28 settembre 2026
ultime notizie
Politica

Bandiera palestinese strappata, cori e tensioni: la mozione contro l’islamofobia passa nel caos al Municipio V

Seduta ad alta tensione in via Perlasca tra continue interruzioni, “Bella ciao” e Inno di Mameli. Massimiliano Zossolo strappa una bandiera palestinese durante il suo intervento, poi la maggioranza approva l’atto contro islamofobia e razzismo antimusulmano

di Giacomo Zito TEMPO DI LETTURA 5'
Foto La Capitale

Foto La Capitale

Una bandiera palestinese strappata, uno schiaffo, cori contrapposti, proteste e continue interruzioni. Si è conclusa con l’approvazione della mozione contro l’islamofobia e il razzismo antimusulmano la lunga mattinata di tensione al Municipio V di Roma, dove attorno a un atto municipale si è consumato uno scontro politico che da giorni aveva ormai superato i confini dell’aula di via Giorgio Perlasca.

Da una parte associazioni antifasciste, sindacati, studenti e realtà del territorio arrivate per sostenere la mozione. Dall’altra alcuni dei volti della destra social che nelle ultime settimane avevano contestato il provvedimento, tra cui Simone Carabella e Massimiliano Zossolo di Welcome to Favelas.

Il dispositivo di sicurezza predisposto per la giornata comprendeva agenti della Digos e quattro squadre del Reparto Mobile. Una presenza rafforzata dopo le tensioni delle precedenti sedute e le mobilitazioni lanciate sui social in vista del voto.

Zossolo strappa la bandiera palestinese, esplode la protesta

La tensione è salita già durante gli interventi iniziali aperti ai cittadini.

A prendere la parola è stato anche Massimiliano Zossolo, fondatore della pagina Welcome to Favelas. Durante il suo intervento ha rivolto commenti provocatori alla comunità islamica e, prima di lasciare la postazione, ha strappato una bandiera palestinese, scatenando la reazione delle persone presenti in aula a sostegno della mozione.

Nel rientrare verso le tribune Zossolo è stato anche colpito con uno schiaffo. Da quel momento la seduta è proseguita tra ripetute contestazioni e richiami, mentre in aula le due componenti del pubblico hanno continuato a rispondersi.

Da “Bella ciao” all’Inno di Mameli

A metà seduta un altro momento di confusione ha riguardato l’approvazione di un ordine del giorno collegato alla mozione.

Una parte dei presenti favorevoli al provvedimento ha inizialmente interpretato quel voto come l’approvazione definitiva dell’atto e ha intonato “Bella ciao”. Dalle tribune, un gruppo nel quale era presente anche Simone Carabella ha risposto cantando l’Inno di Mameli.

Le interruzioni non sono state una novità rispetto alle precedenti riunioni del Consiglio. Già il 24 settembre la discussione era stata rinviata dopo una seduta particolarmente agitata, con numerosi emendamenti presentati dal centrodestra e interventi dal pubblico che avevano alimentato lo scontro.

Cosa prevede la mozione

Il testo è stato promosso da Claudio Poverini del Pd, Filippo Riniolo di Roma Futura e Maurizio Mattana di Sinistra civica ecologista.

Tra i punti principali c’è l’istituzione di un tavolo territoriale sulle discriminazioni su base religiosa, aperto alle comunità religiose, alle associazioni e alle scuole.

Il documento prevede inoltre un sistema per raccogliere, anche in forma anonima, segnalazioni di episodi discriminatori in collaborazione con Unar e Oscad e una ricognizione degli spazi utilizzati come luoghi di culto, indicata nel testo ai fini della sicurezza e della regolarizzazione urbanistica.

È proprio questo ultimo passaggio uno dei punti sui quali si concentra maggiormente la contestazione del centrodestra.

Riniolo: «Non potevamo fare finta di niente»

Per Filippo Riniolo, capogruppo di Roma Futura nel Municipio V, la mozione parte dalla necessità di riconoscere l’esistenza di episodi discriminatori nei confronti della comunità musulmana.

«Esiste un tema di islamofobia nella nostra città», sostiene Riniolo, richiamando le discriminazioni verso le donne che indossano il velo e le contestazioni avvenute durante alcune celebrazioni islamiche.

Secondo il consigliere, «la libertà di culto deve essere garantita» e ignorare questi episodi avrebbe significato, dal suo punto di vista, non fornire una risposta istituzionale.

Riniolo interpreta anche la presenza delle associazioni e dei cittadini arrivati a sostegno dell’atto come una risposta alle contestazioni che hanno accompagnato le ultime sedute.

FdI: «Atto politico, non è competenza del Municipio»

Opposta la lettura di Daniele Rinaldi, consigliere di Fratelli d’Italia, che contesta sia il merito sia l’impostazione del documento.

«Riteniamo che non sia una competenza del Municipio trattare alcuni temi nello specifico», sostiene Rinaldi, secondo il quale il Consiglio avrebbe impiegato diverse sedute su una questione che non sarebbe legata a episodi di islamofobia avvenuti sul territorio municipale.

Per il consigliere di FdI, inoltre, la mozione rappresenterebbe «un documento prettamente politico» e rischierebbe di aprire «un canale preferenziale con una comunità religiosa a discapito di tutte le altre».

Rinaldi critica in particolare il passaggio dedicato alla possibile regolarizzazione dei luoghi di culto, sostenendo che ogni struttura debba essere valutata singolarmente sulla base delle norme esistenti.

Il presidio antirazzista davanti al Municipio

Fuori e dentro la sede municipale si sono intanto ritrovate numerose realtà che avevano aderito all’appello “Il Municipio V è antirazzista”.

Tra queste Nonna Roma, Anpi, Cgil, Sparwasser, Donne de Borgata, Casale Garibaldi, Centro sociale Spartaco e diversi collettivi studenteschi. L’iniziativa era stata convocata per le 9 proprio in concomitanza con il Consiglio municipale.

«Le persone con background migratorio non sono ospiti: sono lavoratori e lavoratrici, parte attiva di questa città e della sua comunità», si legge nell’appello.

Per Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma, lo scontro sull’islamofobia rischia inoltre di coprire altre questioni sociali che riguardano il territorio.

«Il nostro problema non sono le persone che seguono la religione islamica», afferma Campailla, richiamando invece le condizioni delle case popolari, il trasporto pubblico, i servizi e le difficoltà economiche.

Dopo settimane di scontro, la mozione viene approvata

Alla fine di una mattinata segnata dalle proteste, il Consiglio ha approvato a maggioranza la mozione contro l’islamofobia e il razzismo antimusulmano.

Si chiude così, almeno sul piano del voto, una discussione che per più sedute aveva impedito al Consiglio municipale di arrivare alla decisione definitiva.

Non si chiude invece lo scontro politico. La giornata di via Perlasca ha mostrato come un atto municipale sulle discriminazioni religiose sia diventato il punto di incontro di questioni molto più ampie: integrazione, luoghi di culto, sicurezza, libertà religiosa e una contrapposizione politica che, dentro e fuori dall’aula, ha ormai assunto una dimensione cittadina.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice