
La Corte di Cassazione ha disposto la confisca definitiva dei beni riconducibili a Franco Gambacurta, chiudendo una lunga vicenda giudiziaria iniziata quasi otto anni fa con l’operazione «Hampa», che portò a 58 arresti per reati aggravati dal metodo mafioso e al sequestro del Montespaccato Calcio e del centro sportivo Don Pino Puglisi. La decisione della quinta sezione penale della Cassazione consolida definitivamente il percorso di recupero sociale e sportivo avviato nel 2018 dall’Asp Asilo Savoia attraverso il programma «Talento e Tenacia», nato per trasformare un bene sottratto alla criminalità organizzata in un presidio di legalità, inclusione e partecipazione nel quartiere di Montespaccato.
La sentenza arriva dopo un iter complesso fatto di rinvii, revoche parziali e nuovi pronunciamenti. Dopo il sequestro preventivo del 2018, nel settembre 2022 la Cassazione dispose un primo rinvio alla Corte d’Appello. Successivamente, nel giugno 2024, arrivò una revoca parziale della confisca dell’impianto sportivo, poi sospesa su richiesta della Procura generale. Una nuova decisione della Cassazione, depositata nel dicembre 2024, rimandò nuovamente il procedimento alla Corte d’Appello che, il 21 gennaio 2026, confermò integralmente la confisca dei beni riconducibili a Gambacurta, comprese le quote della società proprietaria dell’impianto sportivo. La decisione definitiva della Suprema Corte mette ora la parola fine sulla vicenda.
«Dal 30 aprile scorso contavamo i giorni per avere notizie della decisione assunta dalla Corte di Cassazione», ha dichiarato il presidente di Asp Asilo Savoia, Massimiliano Monnanni. «La confisca definitiva crea le condizioni per chiudere la gestione transitoria assunta dall’Asp nel luglio 2018 e prolungatasi forzosamente a seguito di ben due rinvii alla Corte di Appello», ha spiegato Monnanni, ricordando le preoccupazioni nate dopo la revoca parziale del 2024. Secondo il presidente di Asilo Savoia, la sentenza consentirà ora di rilanciare il percorso di azionariato popolare avviato nel 2023 e di dare una configurazione giuridica definitiva al progetto «Talento e Tenacia», in coerenza con il «Patto di Quartiere» sottoscritto nel novembre 2024 da Governo, Regione Lazio e Roma Capitale.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, Tobia Zevi. «La decisione definitiva della Corte di Cassazione rappresenta una notizia importante per Roma e per Montespaccato», ha dichiarato Zevi. «Si consolida un’esperienza che, grazie al lavoro dell’Asp Asilo Savoia e della rete istituzionale e sociale costruita in questi anni, ha trasformato un luogo segnato dalla presenza della criminalità in un presidio di legalità, sport e inclusione sociale». L’assessore ha inoltre sottolineato come il centro abbia subito intimidazioni e atti vandalici anche nell’ultimo anno, ma che «quartiere, istituzioni, associazioni e famiglie hanno sempre risposto con fermezza».
Anche la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha definito la sentenza «un momento importante per la città». «La legalità vince e viene affermato con forza il principio che Roma non può lasciare spazio a sistemi criminali che soffocano i territori», ha dichiarato Celli, parlando di «un modello virtuoso per tutta la città». La presidente ha annunciato la partecipazione all’evento «Dieci anni di Talento e Tenacia: per continuare a crescere nella legalità», organizzato al Teatro Rossini di Roma proprio nel giorno della sentenza, definendolo «un’occasione ancora più significativa per rilanciare il Patto di Quartiere per Montespaccato».
Il programma «Talento e Tenacia» è nato nel 2016 come progetto sperimentale di inclusione sociale promosso dalla Regione Lazio e affidato ad Asilo Savoia. Dal 2018 ha inglobato le attività del Montespaccato Calcio e del centro sportivo Don Pino Puglisi, trasformando il complesso sequestrato alla criminalità in un punto di riferimento sociale e sportivo per il territorio. Nel luglio 2023 è nato anche il «Gruppo Sportivo Montespaccato», frutto di un percorso di azionariato popolare finalizzato alla restituzione del club e dell’impianto alla collettività.
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