
Immagine di archivio (Asd Borgata Gordiani)
Bottiglie lanciate nel buio e minacce di morte contro le atlete della squadra femminile di calcio a 5 dell’ Asd Borgata Gordiani. È quanto accaduto la sera del 14 settembre nel parco Don Cadmo Biavati, nel quadrante est di Roma, dove le calciatrici stavano svolgendo la preparazione atletica.
A ricostruire l’episodio è stata la stessa società, realtà di calcio popolare e sport autogestito attiva dal 2018, attraverso un lungo messaggio pubblicato sui canali social.
«Mentre eravamo a metà allenamento dentro a un parco pubblico del nostro quadrante, all’improvviso si sono spente le luci. Hanno iniziato a lanciarci bottiglie, voci maschili ci urlavano di andarcene: “Questo non è un campo né una palestra, se non ve ne andate vi spariamo”», hanno raccontato le atlete.
Le ragazze hanno interrotto l’allenamento e lasciato l’area per mettersi al sicuro. Successivamente hanno contattato la Polizia, chiedendo un intervento.
Le squadre della Borgata Gordiani svolgono ogni anno parte della preparazione atletica nei parchi del quartiere, alternando gli allenamenti negli impianti sportivi con quelli negli spazi pubblici. Per l’associazione quanto accaduto non rappresenta soltanto un’aggressione contro le calciatrici, ma segnala un problema più ampio legato alla possibilità di frequentare liberamente e in sicurezza parchi, ville e piazze.
«Non è accettabile. Non è normale. Non ci rassegniamo all’idea della paura», si legge nel messaggio. «Noi continueremo a vivere questi luoghi perché rinunciare significherebbe lasciare che la paura decida chi può viverlo. Gli spazi pubblici sono di tutte e abbiamo il diritto di viverli», concludono le atlete.
Solidarietà alla Borgata Gordiani è stata espressa da Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Partito democratico e consigliera regionale del Lazio.
«Si tratta di un fatto gravissimo, che non può passare sotto silenzio», ha dichiarato Bonafoni. «Gli spazi pubblici sono della città, delle cittadine e dei cittadini che hanno il diritto di abitarli, e non alla mercé di pochi violenti con atteggiamenti intimidatori e criminali».
Bonafoni ha, quindi, chiesto che venga fatta rapidamente chiarezza sull’accaduto: «È necessario che vengano chiarite le dinamiche di quanto accaduto nel minor breve tempo possibile da parte della Questura e delle istituzioni deputate perché Roma deve essere una città libera dalla criminalità e dalla violenza maschile sulle donne».
Anche il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, ha condannato l’aggressione e manifestato la vicinanza dell’amministrazione alle calciatrici e all’associazione.
«Quanto accaduto durante il loro allenamento in un’area pubblica del nostro territorio è un fatto che ci preoccupa e che non possiamo accettare», ha sottolineato il presidente. «Nessuna persona deve sentirsi minacciata o avere paura mentre svolge un’attività sportiva, tanto più quando si tratta di ragazze che stanno semplicemente vivendo uno spazio della propria città», ha aggiunto.
Il Municipio ha ribadito che il diritto di utilizzare gli spazi pubblici in sicurezza appartiene a tutte e a tutti e che simili episodi non devono tradursi in una rinuncia, soprattutto per le donne e le ragazze.
«Gli spazi pubblici sono luoghi di tutti e devono poter essere vissuti liberamente, nel rispetto delle persone e delle regole. Alle ragazze e a tutta l’associazione Borgata Gordiani voglio dire con chiarezza: non siete sole. Il Municipio V è al vostro fianco e continuerà a lavorare perché nessuno possa pensare di imporre con la minaccia chi può vivere e frequentare i nostri spazi», ha concluso Caliste.
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