Roma, 10 luglio 2026

Mafia, sequestri e attentati su commissione: sei arresti. In manette anche il braccio destro di «Diabolik»

Elvis Demce è ritenuto una figura centrale nell’eredità criminale lasciata da Piscitelli. Dopo la morte di «Diabolik», assassinato a colpi di pistola in un agguato nel Parco degli Acquedotti, Demce avrebbe assunto un ruolo operativo di primo piano nel narcotraffico romano

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Mafia, sequestri e attentati su commissione: sei arresti. In manette anche il braccio destro di «Diabolik»

Due sequestri di persona, un tentato omicidio, violenze e un contesto criminale dominato da regolamenti di conti e strategie mafiose. Questo lo scenario emerso da un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Roma e condotta dai carabinieri di Frascati, che ha portato oggi all’arresto di sei persone. Tra loro figura Elvis Demce, nome noto alle cronache giudiziarie della Capitale e considerato il braccio destro di Fabrizio Piscitelli, alias «Diabolik», capo ultrà laziale assassinato nel 2019.

Gli arresti sono stati eseguiti tra Roma e i Castelli Romani, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip Antonella Minnuni. Le accuse sono pesantissime, sequestro di persona a scopo di estorsione, tentato omicidio, detenzione illegale di armi e, soprattutto, aggravante del metodo mafioso.

Due sequestri in meno di un mese

I fatti risalgono a giugno 2024. Il primo sequestro, avvenuto il 2 giugno, ha avuto come vittima Gianluca Tei, un narcotrafficante già sopravvissuto in passato a due aggressioni. Rapito da tre uomini su ordine di un pregiudicato genovese, è stato immobilizzato con manette, incappucciato e minacciato con una pistola puntata alla testa. L’uomo è rimasto prigioniero per circa una settimana, fino alla liberazione. La sua successiva denuncia ha dato il via all’inchiesta.

Il secondo episodio si è verificato il 19 giugno. In questo caso la vittima è Andrea Palazzo, commerciante d’auto dell’Agro Pontino, sequestrato sempre nella stessa abitazione a Lanuvio. L’uomo è stato ferito con un colpo d’arma da fuoco all’addome, mentre i rapitori cercavano informazioni su una banda rivale nel traffico di stupefacenti.

Un’organizzazione strutturata

Oltre a Demce, oggi detenuto, sono finiti in manette Alfredo Louis Toribio Martinez (33 anni), Jose Vinicio Alcantara Fernandez (25), Edison Jhon Martinez Moreno (34), l’albanese Alban Cjapi (34) e l’italiano Marco Porcino (35), originario di Napoli. Tre di loro sono di origine sudamericana, due albanesi e uno italiano, a dimostrazione del carattere transnazionale della rete criminale.

Durante le perquisizioni i militari hanno sequestrato 10 telefoni cellulari, 16mila euro in contanti, due orologi Rolex, un bracciale con smeraldi, un’agenda con appunti riconducibili allo spaccio e una modesta quantità di cocaina.

Particolarmente inquietanti i video finiti agli atti, in cui si vedono scene di vera tortura: un uomo in ginocchio, mani legate, costretto a camminare sotto la minaccia di un’arma.

La lunga ombra di «Diabolik»

Elvis Demce, arrestato nel corso dell’operazione, è ritenuto una figura centrale nell’eredità criminale lasciata da Piscitelli. Dopo la morte di «Diabolik», assassinato a colpi di pistola in un agguato nel Parco degli Acquedotti, Demce avrebbe assunto un ruolo operativo di primo piano nel narcotraffico romano e nella gestione di affari illeciti legati al racket e al controllo del territorio.


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