Roma, 27 ottobre 2026
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Lista stupri al liceo Righi, Baglio e Cicculli: «Gesto inaccettabile, non è una bravata»

L’assessora alle Pari opportunità e la presidente della commissione capitolina condannano le scritte comparse nella succursale di via Boncompagni. Nell’elenco cinque nomi di studenti ed ex studenti, accanto a una svastica disegnata sopra una scritta di solidarietà al popolo palestinese. Parrucci annuncia un investimento sulla sensibilizzazione al rispetto

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Lista stupri al liceo Righi, Baglio e Cicculli: «Gesto inaccettabile, non è una bravata»

«Un gesto inaccettabile», da condannare senza ambiguità e senza ridurlo a una semplice bravata. È la posizione espressa da Valeria Baglio, assessora alle Pari opportunità di Roma Capitale, e Michela Cicculli, consigliera capitolina e presidente della commissione Pari opportunità, dopo la comparsa di una «lista stupri» al liceo scientifico Augusto Righi. Le due esponenti hanno espresso apprezzamento per la reazione degli studenti, delle famiglie e dell’intera comunità scolastica, richiamando la necessità di contrastare la cultura della violenza e promuovere il rispetto e la parità di genere a partire dalle scuole. «Utilizzare il linguaggio della violenza e invocarla come strumento di sopraffazione è un fatto grave, che va condannato e stigmatizzato senza ambiguità», dichiarano Baglio e Cicculli. Le due rappresentanti capitoline sottolineano inoltre l’importanza di non sottovalutare parole, gesti e pregiudizi che alimentano la violenza, ricordando il ruolo della prevenzione e dei servizi di sostegno alle persone che subiscono abusi. L’intervento arriva a pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre, mentre il caso del Righi riporta al centro dell’attenzione un fenomeno già emerso in altri istituti romani.

Che cosa è successo al liceo Righi

La scritta è stata scoperta nella succursale del liceo scientifico, in via Boncompagni, nel quartiere Ludovisi. L’elenco è stato individuato il 19 ottobre nei bagni della scuola e riportava cinque nomi di studenti ed ex studenti, tutti ragazzi. Accanto alla dicitura «lista stupri» era stata disegnata anche una svastica, con lo stesso pennarello utilizzato per coprire una scritta di solidarietà al popolo palestinese. A denunciare pubblicamente l’accaduto sono stati il collettivo studentesco Ludus e la lista studentesca Delta. Le scritte sono state successivamente cancellate, ma gli studenti hanno chiesto che l’episodio non venga sottovalutato e che si lavori per individuare i responsabili. «Un muro si può ripulire, una scritta si può cancellare, ma la cultura che la genera non scompare con un po’ di vernice», hanno sottolineato dal collettivo Ludus, condannando l’accaduto e richiamando la necessità di contrastare la mentalità che normalizza la violenza sessuale come strumento di intimidazione e umiliazione. Anche il dirigente scolastico Giovanni Cogliandro ha condannato l’episodio, definendolo un’azione grave e ribadendo l’impegno dell’istituto nella prevenzione della violenza, anche verbale.

Parrucci: «Investiremo sulla sensibilizzazione al rispetto»

Sulla vicenda è intervenuto anche Daniele Parrucci, consigliere delegato all’Edilizia scolastica, agli impianti sportivi e alla formazione di Città metropolitana di Roma Capitale. In una dichiarazione diffusa il 26 ottobre, ha definito la comparsa della lista e della svastica un «segnale d’allarme gravissimo», escludendo che si possa parlare di semplici scherzi o bravate adolescenziali. Parrucci ha annunciato l’intenzione di rafforzare le iniziative dedicate all’educazione sessuo-affettiva e al rispetto delle differenze, assicurando il sostegno dell’ente alle comunità scolastiche. Ha inoltre richiamato la necessità di individuare i responsabili.

Il precedente del Giulio Cesare e il ruolo della prevenzione

Il caso del Righi arriva a meno di un anno da episodi analoghi che avevano coinvolto il liceo classico Giulio Cesare, nel quartiere Trieste, dove erano comparse liste con nomi di studentesse e, in un’occasione successiva, di docenti. Altri casi erano stati segnalati in istituti romani, riaccendendo il dibattito sulla diffusione di scritte sessiste e intimidatorie negli ambienti scolastici. Per Baglio e Cicculli, la risposta deve passare anche dalla conoscenza degli strumenti di sostegno disponibili sul territorio. Le due esponenti hanno ricordato che la rete dei Centri antiviolenza di Roma offre gratuitamente ascolto, accoglienza, orientamento e supporto, sottolineando l’importanza di far conoscere questi servizi e di rafforzare la consapevolezza che chiedere aiuto è un diritto.

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