
Notizie ritenute false sulla possibile cessione della SS Lazio, sulla situazione economica delle società riconducibili a Claudio Lotito e persino sull’ipotesi che il presidente volesse far retrocedere deliberatamente la squadra per ottenere il cosiddetto “paracadute” economico.
Sono alcuni degli elementi al centro dell’indagine della Procura di Roma che ipotizza il reato di manipolazione del mercato e che ha portato oggi, 15 settembre, a una serie di perquisizioni eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo.
Tra gli indagati figurano Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, l’amministratore delegato Francesco Maiolini e Luigi Bisignani. Gli accertamenti riguardano condotte che, secondo il decreto di perquisizione, sarebbero iniziate nel giugno 2024 e sarebbero tuttora in corso.
La Lazio è una società quotata in Borsa e, secondo l’ipotesi degli inquirenti, le informazioni contestate sarebbero state potenzialmente in grado di provocare «una sensibile alterazione del prezzo delle azioni».
Nel provvedimento i pm sostengono che gli indagati, «agendo in concorso tra loro e con terzi», alcuni ancora da identificare, avrebbero contribuito alla diffusione di informazioni ritenute false attraverso social network, la testata online Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, al quale collabora Bisignani.
Tra le notizie finite sotto esame c’è quella relativa a una imminente cessione del pacchetto di controllo della Lazio da parte di Lotito, oltre a informazioni sul presunto «stato di decozione» delle società controllate dall’imprenditore.
Gli investigatori citano inoltre l’ipotesi, ritenuta falsa dall’accusa, secondo cui Lotito avrebbe avuto intenzione di far retrocedere deliberatamente la Lazio in una categoria inferiore per accedere a un “paracadute” da 35 milioni di euro.
Si tratta, allo stato, della ricostruzione formulata dalla Procura e contenuta negli atti dell’indagine, che dovrà essere verificata nel prosieguo del procedimento.
Un passaggio specifico dell’indagine riguarda un articolo pubblicato su Il Tempo il 31 maggio 2026, dal titolo Stadio senza tifosi, Lotito come Nerone? Se il mondo Lazio brucia.
Secondo i pm, nell’articolo sarebbe stata riportata la notizia, ritenuta falsa dagli investigatori, di una offerta da 450 milioni di euro di JP Morgan per acquistare la Lazio.
Nello stesso testo venivano indicati Masi e Maiolini, della Banca del Fucino, tra le figure alle quali Lotito avrebbe potuto rivolgersi per avviare un nuovo corso nella gestione del club.
È uno degli elementi sui quali gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’eventuale esistenza di rapporti tra le persone coinvolte e la successione temporale tra contatti e pubblicazioni.
Da un’annotazione dei carabinieri depositata il 21 luglio sarebbero infatti emersi contatti telefonici tra Maiolini e Bisignani negli ultimi due anni, oltre ad alcuni contatti tra Masi e lo stesso Bisignani.
Secondo quanto riportato nel decreto, telefonate e tentativi di chiamata tra Bisignani e Maiolini si sarebbero concentrati anche il 31 maggio, l’1 giugno e l’11 giugno 2026, in corrispondenza della preparazione e pubblicazione di alcuni articoli.
Gli investigatori stanno quindi verificando se questi contatti siano collegati ai contenuti successivamente pubblicati o se abbiano avuto una natura diversa.
Un altro filone riguarda la contestazione nei confronti di Claudio Lotito e alcune pubblicazioni che, secondo la Procura, sarebbero state dirette a orientare la protesta dei tifosi contro la gestione della società.
Nel decreto i pm parlano di elementi che farebbero ipotizzare «un disegno più ampio e unitario» volto, da un lato, a diffondere notizie false idonee a ridurre il prezzo delle azioni della Lazio e, dall’altro, a spingere l’azionista di maggioranza verso la cessione del pacchetto di controllo.
Gli atti citano anche alcuni articoli pubblicati il 9 e 10 giugno su Millenovecento dal coindagato Stefano Greco, nei quali veniva nuovamente prospettata una cessione imminente della società.
La partecipazione di Masi, Maiolini e Bisignani ad alcune manifestazioni pubbliche di protesta dei tifosi viene definita dagli stessi inquirenti «ovviamente legittima»: ciò che la Procura sta verificando sono invece eventuali collegamenti tra le pubblicazioni, i contatti tra gli indagati e le iniziative di comunicazione.
Dagli accertamenti sui dispositivi già acquisiti nel corso dell’indagine, secondo il decreto, sarebbe inoltre emerso che alcune attività di «denigrazione e di diffusione attraverso social network» sarebbero state finanziate, in tutto o in parte, da Maiolini.
Anche questo aspetto resta oggetto di verifica investigativa.
Le perquisizioni disposte oggi puntano quindi a raccogliere ulteriore documentazione e materiale digitale utile a ricostruire i rapporti tra gli indagati, l’origine delle informazioni pubblicate e l’eventuale esistenza di una strategia condivisa.
L’indagine è ancora in una fase preliminare e le contestazioni formulate dalla Procura non equivalgono a un accertamento di responsabilità.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi