
Dopo cinque mesi di lavori, la facciata e il colonnato del Tempio di Vibia Sabina e Adriano tornano a mostrarsi in tutta la loro imponenza nel cuore di Roma. L'intervento di restauro conservativo ha interessato uno dei monumenti più riconoscibili di piazza di Pietra, sede storica della Camera di Commercio di Roma dal 1874.
La conclusione dei lavori è stata celebrata con un concerto del coro e dell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, che hanno eseguito i Carmina Burana di Carl Orff, accompagnati da un gioco di luci proiettato sulle undici colonne corinzie del Tempio.
L'intervento non rappresenta soltanto il recupero architettonico di un edificio storico, ma punta a riportare l'attenzione su un patrimonio che continua a essere parte della vita quotidiana della Capitale. Ogni giorno migliaia di romani e turisti attraversano piazza di Pietra passando davanti alle colonne dell'antico Tempio, inglobate nel corso dei secoli negli edifici successivi.
Le undici colonne corinzie, alte circa 15 metri e con un diametro di 1,44 metri, sorgono sopra un podio di peperino alto quattro metri, originariamente rivestito di marmo. Rappresentano oggi la più lunga serie di colonne di epoca romana rimasta in piedi.
Il Tempio venne costruito nel 145 d.C. da Antonino Pio e dedicato all'imperatore Adriano. La sua storia si è poi intrecciata con quella della città, trasformandosi più volte insieme a Roma.
Nel Medioevo la struttura venne fortificata dalla famiglia Colonna per difendere una delle zone più centrali della città. Nel Cinquecento ospitò attività filantropiche, mentre nel Seicento divenne sede della Dogana di terra pontificia. Nell'Ottocento arrivarono infine la Camera di Commercio e la Borsa Valori.
Dal 1874 l'immobile appartiene alla Camera di Commercio di Roma, diventando nel tempo non soltanto una sede istituzionale ma anche uno spazio dedicato al confronto sui temi economici, culturali e sociali della Capitale.
L'Hadrianeum ha attraversato quasi duemila anni di storia della città, modificando nel tempo funzioni e caratteristiche senza perdere il legame con il tessuto urbano circostante.
Tra maggio 2022 e settembre 2023 il monumento ha ospitato anche la statua dell'imperatrice Vibia Sabina, moglie di Adriano, un'opera monumentale alta oltre due metri oggi conservata nei Mouseia di Villa Adriana. Proprio quell'esposizione temporanea ha portato alla nuova denominazione di Tempio di Vibia Sabina e Adriano.
Per il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, l'intervento rientra in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio storico e culturale della Capitale.
«Con questo restauro continuiamo nel processo di valorizzazione del Tempio, ovvero di uno dei monumenti più straordinari della Roma antica e contemporanea, nostra sede storica dal 1874. È il nostro dono alla città e a tutti quelli che amano Roma e che, dunque, consideriamo come cittadini romani».
Tagliavanti sottolinea anche il legame tra il monumento e il mondo produttivo della città.
«Valorizzare il Tempio di Vibia Sabina e Adriano significa, dunque, valorizzare anche l'attività delle migliaia di imprenditori romani che qui trovano la loro “casa”».
Secondo il presidente, il restauro si inserisce in una più ampia linea di intervento della Camera di Commercio, che considera cultura, turismo e innovazione strumenti di sviluppo economico e sociale.
«La Camera di Commercio di Roma è impegnata, insieme alle altre Istituzioni del territorio, a costruire un'offerta culturale ricca, diversificata e di qualità, a beneficio di cittadini e imprese».
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