
Laika torna a Roma con “The Collapse of Democracy”, nuova mostra personale in programma dal 10 ottobre al 14 novembre negli spazi di Rosso20sette arte contemporanea, in via del Sudario 39.
L’opening è previsto sabato 10 ottobre alle 18, alla presenza dell’artista. Il progetto, curato dal Team Laika, nasce dopo un nuovo viaggio negli Stati Uniti e prosegue il percorso avviato circa tre anni fa con “States of Injustice”.
Al centro della mostra c’è una riflessione critica sul rapporto tra democrazia, diritti, conflitti e disuguaglianze nella società americana contemporanea.
Il percorso espositivo comprende circa venti lavori, tra tele, disegni su carta e installazioni.
Il primo nucleo è dedicato al tema delle guerre e del rapporto tra conflitti, diritti umani e interessi economici. Ad aprirlo è “There is no peace without human rights”, opera realizzata durante il viaggio negli Stati Uniti.
Nello stesso filone rientrano “The flag for the oppressed”, reinterpretazione della bandiera americana attraverso simboli legati alla Palestina, e l’installazione “Blood for oil”, nella quale alcuni barili diventano supporto per ritratti di bambini vittime dei conflitti.
Durante la realizzazione di uno dei lavori Laika ha incontrato anche Shepard Fairey, autore noto con il nome OBEY, impegnato in quei giorni in un intervento nello stesso spazio.
Il secondo nucleo affronta invece i temi dell’immigrazione e del razzismo negli Stati Uniti.
Tra le opere compaiono “We the People”, che richiama le parole iniziali della Costituzione americana, e “No one is illegal on stolen land”, che mette in scena il confronto tra un nativo americano e un agente dell’ICE.
Si tratta di lavori attraverso i quali Laika propone una lettura fortemente critica delle politiche migratorie e delle tensioni sociali statunitensi. Il comunicato della mostra lega questo segmento anche ai temi del suprematismo bianco e della distanza, secondo l’artista, tra i principi di libertà e uguaglianza e alcune dinamiche del presente.
L’ultima parte del percorso rende omaggio a personalità della storia e della cultura americana considerate dall’artista simboli di cambiamento, tra cui Rosa Parks e Martin Luther King.
A raccordare i diversi temi è l’opera che dà il titolo alla mostra, “The Collapse of Democracy”: una Statua della Libertà rappresentata sul punto di crollare, immagine con cui Laika vuole sottolineare la fragilità dei diritti e delle istituzioni democratiche.
La mostra presenta quindi una lettura apertamente politica degli Stati Uniti contemporanei, ma affianca alla denuncia anche un riferimento ai movimenti sociali e alle figure che, nella storia americana, hanno lottato per i diritti civili e il cambiamento.
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