Roma, 22 aprile 2026
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Ad Anagni si discute un impianto per la produzione di nitroglicerina nella Valle del Sacco

Industria bellica ad Anagni, scontro sulla nitroglicerina: associazioni e cittadini presenti, ma assenti le amministrazioni locali. Dura la posizione di Legambiente Lazio

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Ad Anagni si discute un impianto per la produzione di nitroglicerina nella Valle del Sacco

Si è svolta ieri mattina la seconda Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione Lazio per valutare l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto destinato alla produzione di basi per nitroglicerina ad Anagni, nel cuore della Valle del Sacco, già riconosciuta come sito di interesse nazionale per le bonifiche.

All’incontro hanno partecipato come uditori numerose associazioni e cittadini, tra cui i promotori della manifestazione del 15 aprile organizzata nell’ambito della campagna «Ecogiustizia Subito». Presenti rappresentanti di Legambiente, Arci, Libera e ReTuVaSa, insieme a decine di realtà locali e cittadini attivi.

La mobilitazione del territorio

Forte la partecipazione della società civile, che ha ribadito la propria contrarietà alla riconversione industriale in chiave bellica in un’area già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale.

«Contrapporsi allo sviluppo dell’industria bellica, per di più nella Valle del Sacco tanto inquinata, è un obbligo morale che nessuno dovrebbe eludere, priorità assoluta per cittadinanza e associazionismo come dimostrato da una ampia presenza della società civile all’appuntamento», ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, presente alla conferenza.

L’assenza delle amministrazioni locali

A suscitare polemiche è stata però la totale assenza delle amministrazioni locali, nonostante fossero state convocate e abbiano la possibilità di esprimere pareri determinanti sull’iter autorizzativo.

«Vergognosa invece l’assenza totale delle amministrazioni locali, convocate dalla Regione alla conferenza, e di loro pareri su una salute pubblica che dovrebbero invece garantire», ha aggiunto Scacchi.

Le richieste in vista della prossima seduta

La prossima seduta della Conferenza dei Servizi, prevista entro un mese e mezzo, sarà decisiva. Le associazioni chiedono ora un’assunzione di responsabilità da parte degli enti locali, in particolare Comune di Anagni e Provincia di Frosinone.

«In vista della terza seduta conclusiva della conferenza dei servizi che si svolgerà entro il prossimo mese e mezzo, chiediamo su tutti a Comune di Anagni e Provincia di Frosinone perché producano gli atti di opposizione a una reindustrializzazione bellica nel territorio: se sciaguratamente la fabbrica aprirà, chi oggi non si sta opponendo sarà complice della produzione di esplosivo e - ha concluso il presidente di Legambiente Lazio - non sarà moralmente assolto dalle sue conseguenze nefaste».

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