Roma, 27 aprile 2026
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Inchiesta arbitri, cinque indagati noti. Abete: «Presto per il paragone con Calciopoli»

Nel fascicolo della Procura di Milano ipotesi di frode sportiva e false informazioni al pm. Rocchi e Gervasoni autosospesi, Dino Tommasi nominato designatore ad interim

di Giacomo Zito - TEMPO DI LETTURA 5'
Inchiesta arbitri, cinque indagati noti. Abete: «Presto per il paragone con Calciopoli»

Sono cinque, al momento, gli indagati noti nell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, ma le persone iscritte nel fascicolo sarebbero di più. Alcune ipotesi di frode sportiva, infatti, sarebbero contestate in concorso con “più persone”.

L’indagine è coordinata dal pm di Milano Maurizio Ascione ed è condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di finanza. In Procura, secondo quanto riferito dall’Ansa, si respirerebbe un clima di tensione, che sembrerebbe legato alla gestione dell’indagine rispetto ai vertici dell’ufficio. Sul punto, però, non è stata rilasciata alcuna comunicazione formale.

Dal 25 aprile, giorno dell’arrivo delle notifiche degli inviti a comparire al designatore arbitrale Gianluca Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni, non c’è stata alcuna nota ufficiale della Procura.

I cinque nomi noti nell’inchiesta

Nel fascicolo risultano accusati di ipotesi di concorso in frode sportiva il designatore arbitrale di Serie A e B Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi.

Sono inoltre coinvolti gli addetti al Var Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, mentre Daniele Paterna è indagato per false informazioni al pm.

Secondo quanto riferito da LaPresse, al momento il perimetro dell’inchiesta riguarda il mondo arbitrale e non risultano coinvolti dirigenti dell’Inter o figure apicali della società nerazzurra.

Il fascicolo potrebbe essersi formato anche a seguito della denuncia presentata nel 2024 da un avvocato e tifoso veronese dopo Inter-Verona, la partita del gennaio di due anni fa segnata dall’episodio della gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni. Nell’indagine è confluito anche l’esposto dell’ex guardalinee di Serie A Domenico Rocca, ascoltato come testimone dal pm lo scorso luglio.

Le contestazioni a Rocchi e Gervasoni

A Rocchi vengono contestate tre ipotesi di frode sportiva. La prima riguarda il caso del presunto condizionamento con le “bussate” sulla sala Var durante Udinese-Parma del primo marzo 2025.

Le altre due ipotesi riguardano una presunta designazione arbitrale favorevole all’Inter in una trasferta a Bologna del 20 aprile 2025 e l’accusa di essersi mosso affinché Daniele Doveri, ritenuto “poco gradito” ai nerazzurri secondo l’impostazione del pm, non arbitrasse l’Inter nella fase finale del campionato e nell’eventuale finale di Coppa Italia.

In queste due ultime contestazioni si parla di un presunto accordo di Rocchi allo stadio di San Siro “con più persone”, il 2 aprile 2025.

Gervasoni, invece, è indagato per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, per un rigore prima assegnato agli emiliani e poi revocato dopo l’intervento della sala Var.

Paterna era stato convocato come testimone dai pm per la vicenda di Udinese-Parma, ma il verbale era stato sospeso e l’assistente era stato iscritto per false informazioni al pubblico ministero.

Di Vuolo risulta iscritto perché era assistente Var in Inter-Verona, partita in cui era “varista” anche Luigi Nasca. Quest’ultimo lo era anche in Salernitana-Modena.

La difesa di Rocchi: «Contestazioni infondate»

L’avvocato di Rocchi, Antonio D’Avirro, ha respinto le contestazioni parlando a SportMediaset. «L’ho incontrato, è demoralizzato perché si ritiene vittima di un’ingiustizia. Ritiene che queste contestazioni siano infondate. Si è sempre comportato in modo leale e trasparente e gli dà fastidio che gli venga attribuita una accusa così grave», ha dichiarato il legale.

Rocchi è stato convocato per il 30 aprile. «Non so se tornerà, sapremo difenderci bene. Stiamo valutando quali iniziative difensive prendere verso giovedì», ha aggiunto D’Avirro.

Il legale ha poi escluso un parallelo diretto con Calciopoli: «Questa è un’altra cosa, qui si parla di due-tre persone coinvolte mentre allora erano centinaia di persone e una decina di club». Sulle contestazioni, ha precisato: «Si fa riferimento ad altre persone, chi siano non lo sappiamo: è un reato plurisoggettivo mentre nell’avviso di garanzia è menzionato solo Rocchi».

Aia: «Rammarico», Tommasi designatore ad interim

L’Associazione italiana arbitri ha espresso “rammarico” per la vicenda che coinvolge Rocchi e Gervasoni. In una nota, l’Aia ha fatto sapere che il Comitato nazionale avrebbe assunto le determinazioni conseguenti e garantito la continuità della funzione tecnica della Commissione.

L’associazione ha inoltre ricordato che il presidente Antonio Zappi, ricevuto l’esposto presentato da Domenico Rocca, dispose immediatamente l’invio della documentazione alla Procura federale della Figc. Successivamente, l’Aia prese atto dell’archiviazione del procedimento in ambito sportivo.

Nel pomeriggio è arrivata anche la nomina di Dino Tommasi come designatore arbitrale ad interim per la Serie A e B. Tommasi, 50 anni, di Bassano del Grappa, sostituisce Rocchi fino al termine dell’attuale campionato.

Abete: «Presto per dare giudizi»

Sul caso è intervenuto anche Giancarlo Abete, presidente della Lega nazionale dilettanti e possibile candidato alla guida della Figc. Uscendo dal Consiglio federale nella sede di via Allegri, Abete ha invitato alla prudenza.

«Siamo in una fase assolutamente iniziale, in cui penso che sarebbe un errore da parte nostra dare dei giudizi su situazioni che non conosciamo. È un po’ presto per dare questo tipo di giudizi», ha detto, rispondendo a una domanda sul paragone con Calciopoli.

Abete ha poi espresso «massima fiducia in primis nella giustizia sportiva e nella giustizia ordinaria per approfondire le problematiche che sono emerse nella giornata di sabato».

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