
Due nuove case dell’acqua entrano in funzione nel Municipio V. Le nuove strutture sono state inaugurate nella mattinata di giovedì 12 febbraio in piazza Roberto Malatesta e in piazza delle Gardenie, e si aggiungono a quella già attiva di fronte alla sede municipale di via Torre Annunziata.
Le tre case dell’acqua attualmente operative - munite anche di prese di alimentazione elettrica usb per la ricarica di dispositivi mobili come smartphone e tablet - rappresentano solo il primo passo di un piano più ampio: nel Municipio V sono, infatti, previste complessivamente cinque installazioni. Le prossime due sorgeranno presso la sede municipale di via Prenestina 510 e in via dei Gordiani 5, completando una rete pensata per garantire una diffusione capillare del servizio sul territorio.

Inaugurazione delle case dell'acqua in V municipio
Le nuove strutture permetteranno ai residenti di rifornirsi gratuitamente di acqua naturale e frizzante, con un duplice obiettivo: facilitare l’accesso a un bene essenziale e contribuire alla riduzione dell’uso della plastica, promuovendo comportamenti più sostenibili. Nel 2024, secondo i dati di Acea, in tutto il territorio di Roma e della Città metropolitana, le case dell'acqua hanno distribuito gratuitamente più di 48 milioni di litri d’acqua. Un numero che corrisponde a circa 975 tonnellate di plastica risparmiata, per un totale di circa 3.000 tonnellate di CO₂ non emesse in atmosfera.
«Le case dell’acqua inaugurate nel Municipio V sono parte di una strategia che stiamo portando avanti in tutta la città per rafforzare i servizi pubblici di prossimità e valorizzare un bene fondamentale come l’acqua», ha dichiarato l’assessora capitolina ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini che ha partecipato alla doppia inaugurazione insieme al presidente del V municipio Mauro Caliste, al consigliere capitolino e presidente della Commissione Ambiente Giammarco Palmieri, all’assessora municipale ai Lavori Pubblici Maura Lostia e ad Emiliano Bernardini, responsabile Operations di Acea Ato 2.
«Insieme ad Acea - ha aggiunto l'assessora - stiamo lavorando in modo capillare nei territori, perché queste infrastrutture diventino sempre più diffuse e accessibili, migliorando la qualità della vita quotidiana dei cittadini».
Sulla stessa linea il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, che ha definito l’intervento «un passo importante verso una città più attenta all’ambiente e ai bisogni quotidiani delle persone», sottolineando il valore concreto dell’iniziativa in termini di sostenibilità ambientale e accesso ai servizi.
Per Giammarco Palmieri, le case dell’acqua rappresentano qualcosa di più di un semplice punto di erogazione: «Non sono soltanto un servizio, ma un presidio urbano che educa a un diverso rapporto con le risorse. Rendere l’acqua pubblica facilmente accessibile nei quartieri significa riportare al centro un principio semplice: ciò che è essenziale deve essere vicino alle persone».
In tutta Roma sono 68 le case dell'acqua già operative di cui 11 inaugurate nel corso del Giubileo. Di colore verde scuro e a forma di edicola, le strutture - che erogano sia acqua naturale che frizzante - sono riconoscibili nei punti di maggiore aggregazione e interesse turistico. Molte si trovano vicino alle metropolitane o nei luoghi simbolici della Capitale come al Colosseo e a San Giovanni in Laterale. Ma l'obiettivo dell'amministrazione è quello di raggiungere i luoghi meno centrali e le periferie e di arrivare a quota 100.
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