Roma, 14 gennaio 2026
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Gli alberi monumentali di Roma, i testimoni silenziosi della storia

Alberi come Cedri del Libano, Ginkgo Biloba, Ippocastani, Palme, Querce e Fitolacche. Questi giganti verdi, sono testimoni di quello che fu

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 10 mesi fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Roma al fianco del suo patrimonio storico e culturale, custodisce anche un tesoro naturale di inestimabile valore. Si tratta dei circa 41 alberi monumentali nel territorio del comune, 20 proprio dentro Roma. Cedri del Libano, Ginkgo Biloba, Ippocastani, Palme, Querce e Fitolacche. Questi giganti verdi, sono testimoni di quello che fu.

Molti esemplari si trovano a Villa Celimontana, un gruppetto a Villa Borghese e a Villa Sciarra. Quasi la metà nella Tenuta di Castelporziano. Sul colle capitolino, una Fitolacca arborea, con la sua chioma, affianca la salita sulla sinistra della Cordonata. Sul lato opposto, lungo via delle Tre Pile, si distingue un imponente Ippocastano, apprezzato anche per il suo valore paesaggistico. In via delle Terme di Caracalla, all'interno del Parco di Porta Capena dove si trova l'assessorato all'Ambiente del Campidoglio, si erge un gruppo di Platani comuni, che impreziosiscono l’area con la loro presenza. All’Esquilino un gruppo di Palme californiane arricchisce la già esuberante e splendida vegetazione del giardino Calipari a piazza Vittorio.

Cedro del Libano a villa Borghese

Alberi monumentali, cosa li rende tali? I criteri di catalogazione

L’opera di campionamento e categorizzazione degli alberi è iniziata in Italia nel 1982, quando il corpo forestale dello stato lanciò il primo «censimento nazionale degli alberi di notevole interesse». Le caratteristiche che rendono un albero «monumentale» possono variare, tra questi, l’età e le dimensioni giocano un ruolo fondamentale: si prendono in considerazione la circonferenza del tronco, l’altezza e l’estensione della chioma. Anche la forma e il portamento dell’albero contribuiscono alla sua unicità, sia dal punto di vista biologico che estetico.

Un altro aspetto importante è la rarità botanica, che rende alcuni esemplari particolarmente preziosi. La struttura e l’architettura vegetale sono anch’esse rilevanti, soprattutto quando l’albero è parte di una composizione più ampia, come filari storici o giardini di pregio.

Oltre agli aspetti naturali, vengono valutate anche la rilevanza storica, culturale e religiosa dell’albero, specie se legato a eventi o tradizioni significative. Infine, il valore paesaggistico gioca un ruolo determinante: alcuni alberi contribuiscono a rendere un panorama inconfondibile o diventano veri e propri punti di riferimento per il territorio in cui si trovano.

Ginkgo Biloba di villa Sciarra

Circa trent’anni dopo questo primo censimento, l’articolo 7 della legge 10/2013 ha previsto la creazione di un elenco ufficiale degli alberi monumentali in Italia, soggetto ad aggiornamenti periodici. Questo elenco è stato formalmente istituito con il decreto dipartimentale prot. n. 5450 del 2017. Nei successivi aggiornamenti, sono stati aggiunti 332 nuovi esemplari nel 2018, 509 nel 2019 e 379 nel 2020. Con l’ultimo aggiornamento del 2021, le regioni hanno segnalato ulteriori 115 alberi monumentali.

Il processo di identificazione e catalogazione di questi esemplari è stato condotto negli ultimi anni da comuni, Regioni e province autonome, sotto la supervisione della Direzione Foreste del Masaf che ogni anno riceve la presentazione di una lista di alberi al e valuta il loro pregio e aggiorna l’elenco.

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