
In questo percorso si unisce il ricordo della Resistenza al verde urbano in un itinerario ad anello di un chilometro nel cuore del Municipio XII, un cammino attraverso il tempo e la memoria.
L’itinerario “Parco dei Martiri di Forte Bravetta”, uno dei sette percorsi di Unexpected Itineraries of Rome, un’iniziativa promossa e realizzata dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con Zetema, finanziata dal Ministero del Turismo, amplia le traiettorie del turismo sostenibile.
Questo percorso, semplice e percorribile a piedi in poco più di mezz’ora, si snoda ad anello intorno a uno dei luoghi simbolo della Resistenza romana, perfettamente inserito in un connubio tra storia e spazi verdi urbani, in un’area densamente abitata e lontana dai flussi del centro storico. L’itinerario è gratuito, accessibile con i mezzi pubblici, e può essere esplorato in autonomia grazie all’app dedicata, a tutti e sette itinerari. L’app si scarica gratuitamente dal sito unexpecteditineraries.turismoroma.it, e accompagna il visitatore con mappe interattive, audio, video e contenuti geolocalizzati.
L’itinerario ha il suo baricentro in Forte Bravetta, costruito tra il 1877 e il 1883 come postazione difensiva nella prima fascia periferica della Capitale. La sua storia mutò radicalmente durante il regime fascista e l’occupazione nazista, quando divenne tristemente noto come luogo di esecuzione capitale. Qui, dal 1932 al 1945, furono fucilati partigiani, oppositori e antifascisti.
Per questo, il forte si è trasformato in un monumento alla libertà e in un simbolo della Resistenza romana, consacrato dalla Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita alla città di Roma nel 2018. Dismesso dall’Esercito e passato al Comune, dal 2011 l’area è stata restituita alla città come Parco dei Martiri di Forte Bravetta, un luogo della memoria collettiva immerso nella Riserva naturale della Valle dei Casali.
Il percorso ad anello costeggia l’antico fossato del forte, accompagnando il visitatore in una camminata che è prima di tutto un viaggio nella memoria. All’ingresso del parco, una lapide commemorativa riporta i nomi di 77 patrioti, sei dei quali fucilati il 3 giugno 1944, a poche ore dalla Liberazione. Tra loro, Don Giuseppe Morosini, la cui figura ispirò il sacerdote eroico di Roma città aperta di Roberto Rossellini.
Il cuore del racconto è la Piazza d’armi, un ampio spiazzo sterrato delimitato da bastioni, che un tempo ospitava addestramenti militari e che, durante la guerra, divenne il teatro delle esecuzioni. Oggi, conservata pressoché intatta, emana un’atmosfera di solenne riflessione, dove il silenzio è rotto solo dal vento tra gli alberi.
Completano il quadro storico le torrette di avvistamento, le prese d’aria dei locali sotterranei e i resti di strutture funzionali come il serbatoio d’acqua, i magazzini e le stalle, testimoni della vita autonoma che si svolgeva all’interno della fortezza.
Se la storia carica il luogo di significati profondi, è la natura a offrire oggi un contesto di serena accoglienza. Il parco rappresenta un vero polmone di verde in un quartiere fortemente urbanizzato. L’itinerario botanico propone l’osservazione di un consistente patrimonio arboreo, con esemplari come il yiglio selvatico (Tilia cordata), la robinia (Robinia pseudoacacia), l’ulivo (Olea europaea), il mandorlo (Prunus dulcis) e la roverella (Quercus pubescens). Queste presenze non solo abbelliscono il paesaggio, ma migliorano la qualità della vita urbana, creando un’oasi di pace “a due passi da casa”, dove memoria e natura si intrecciano in un dialogo senza tempo.
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