
L’estate non concede tregua. È in arrivo sull'Italia la terza ondata di caldo africano dell’anno e anche Roma si appresta a vivere giorni da bollino rosso. Secondo le rilevazioni di Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, se la Pianura Padana sfiorerà i 39°C già da metà settimana, la Capitale vedrà un'escalation termica che raggiungerà il suo picco nel fine settimana.
Entro domenica, infatti, a Roma la colonnina di mercurio segnerà 36°C all’ombra. Il dato più preoccupante, evidenziato anche dagli esperti del Centro Meteo Italiano, riguarda la durata dell'anomalia termica. Il termometro non accennerà a scendere per tutta la prossima settimana, costringendo i romani a un prolungato tour de force contro l'afa.
Di fronte a uno scenario meteorologico sempre più estremo, a Roma si accende il dibattito politico e sociale sulla gestione dell'emergenza. Il Campidoglio ha da poco presentato il nuovo «Piano Caldo» di Roma Capitale, che prevede un investimento di 50 milioni di euro in cinque anni mirato a interventi su verde urbano, depavimentazione, rifugi climatici e accesso all'acqua pubblica.
Un passo avanti che però non convince del tutto le realtà territoriali. Italia Nostra Roma ha preso posizione con fermezza, chiedendo che il Piano non resti una serie di annunci spot o misure emergenziali:
«Alberi, suolo permeabile, acqua pubblica e ombra non sono elementi accessori dell'arredo urbano, ma infrastrutture verdi viventi, indispensabili per la salute pubblica. Ogni strategia climatica seria deve partire, prioritariamente, dalla tutela e conservazione delle alberature adulte e delle giovani alberature già a dimora».
L'associazione ambientalista chiede a Roma Capitale massima trasparenza, l'apertura di un confronto pubblico e la pubblicazione integrale dei dati per verificare l'effettiva cura del patrimonio arboreo esistente, per evitare che la progressiva impermeabilizzazione del suolo vanifichi gli sforzi finanziari.
Mentre la città si attrezza sul fronte urbanistico, il tessuto socio-sanitario si mobilita per proteggere le fasce più vulnerabili. In coincidenza con la fase più acuta della stagione, il prossimo domenica 26 luglio, la rete di centri diagnostici ArtemisiaLab aprirà le proprie strutture di Roma agli anziani.
L'iniziativa punta a trasformare i centri clinici in veri e propri presidi di solidarietà e vicinanza, offrendo non solo monitoraggio sanitario e cure, ma anche un luogo di ascolto, refrigerio e sostegno per far sì che nessuno, specialmente i più fragili, debba affrontare da solo l'isolamento e i rischi legati ai mesi più caldi dell'anno.
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