
Un albero trasformato in deposito di cocaina, cespugli usati come magazzino della droga e persino un mezzo destinato al trasporto di persone fragili impiegato per le consegne degli stupefacenti. È il quadro emerso durante una vasta operazione antidroga condotta dalla polizia di Stato in diversi quartieri della Capitale. I controlli dei Falchi hanno portato all’arresto di sette persone accusate, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le operazioni si sono concentrate soprattutto nelle zone del Quarticciolo, San Giovanni, Centocelle e Ponte di Nona, aree da tempo monitorate dagli investigatori per il traffico di cocaina e hashish. Gli agenti, attraverso appostamenti e pedinamenti, hanno documentato diversi episodi di cessione di droga, intervenendo poi con arresti e sequestri.
Uno degli episodi più particolari è stato registrato al Quarticciolo. Qui gli investigatori hanno individuato una vera e propria piazza di spaccio organizzata intorno a un albero all’interno di un’area verde dei lotti popolari. Secondo quanto ricostruito, due uomini si occupavano del contatto con gli acquirenti, mentre una donna restava nei pressi del nascondiglio pronta a recuperare le dosi richieste.
La droga, già confezionata e pronta per la vendita, era stata occultata nel tronco e tra i rami della pianta. Gli agenti hanno osservato uno scambio sospetto e sono intervenuti bloccando i tre presunti pusher. Durante le verifiche è stato identificato anche un cliente, segnalato amministrativamente come assuntore.
Nel corso della perquisizione sono stati trovati oltre cento involucri di cocaina nascosti all’interno dell’albero utilizzato come deposito.
Singolare anche quanto scoperto a Centocelle, dove un uomo di 39 anni utilizzava un pulmino per il trasporto dei disabili come copertura per l’attività di spaccio. I movimenti del mezzo avevano insospettito gli investigatori, soprattutto per le continue soste brevi effettuate in strada.
Dopo aver assistito a una cessione di droga, i Falchi sono intervenuti fermando il conducente e sequestrando le dosi appena vendute. L’episodio ha colpito gli stessi investigatori per il tipo di mezzo utilizzato, normalmente destinato a un servizio completamente diverso.
Un altro arresto è avvenuto nel quartiere San Giovanni. In questo caso il pusher aveva scelto un piccolo parco pubblico come base operativa, nascondendo gli involucri di cocaina tra le aiuole e i cespugli.
Anche qui gli agenti hanno monitorato i movimenti dell’uomo fino al momento del blitz. La perquisizione dell’area verde ha consentito di recuperare decine di dosi già confezionate e pronte per essere cedute ai clienti.
Infine, due persone sono finite in manette a Ponte di Nona. Secondo gli investigatori, i due avevano organizzato un sistema strutturato fatto di vedette e intermediari incaricati di indirizzare i clienti verso chi materialmente consegnava la droga.
Un meccanismo studiato per ridurre i rischi e segnalare eventuali controlli delle forze dell’ordine. L’intervento della polizia ha però anticipato ogni mossa. Uno dei due ha tentato la fuga al momento del controllo, ma è stato raggiunto e bloccato poco dopo.
L’operazione conferma l’attenzione sempre alta delle forze dell’ordine sulle piazze di spaccio della Capitale, dove i pusher continuano a escogitare nuovi metodi per nascondere droga e aggirare i controlli.
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