Roma, 27 settembre 2026

Da Sinner e Cobolli ai campi di Jingshan: così il tennis si arriva anche nelle campagne cinesi

Da Sinner e Cobolli al modello cinese di Jingshan: il tennis diventa strumento di crescita economica, turismo e rilancio delle aree rurali

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Foto di Xinhua

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Il tennis è sempre più al centro dell’attenzione anche in Italia, grazie a campioni come Jannik Sinner e a una nuova generazione di giocatori che ha riportato questo sport tra le passioni di un pubblico sempre più ampio. A Roma, inoltre, il movimento può contare su talenti come Flavio Cobolli, protagonista del circuito internazionale e simbolo di una generazione cresciuta sui campi della Capitale.

Dall’altra parte del mondo, però, il tennis sta assumendo un significato ancora più ampio. A Jingshan, nella provincia cinese dello Hubei, lo sport è diventato uno strumento per trasformare la vita quotidiana delle comunità rurali, attirare turisti e creare nuove opportunità economiche.

La storia di Peng Jufang

A raccontare questa trasformazione è la storia di Peng Jufang, allevatore e allenatore di tennis. Nel 1986, quando lavorava presso una struttura locale del settore energetico, Peng contribuì insieme ai colleghi a trasformare un terreno inutilizzato in un semplice campo da tennis in terra.

Da allora non ha più smesso di giocare. Parallelamente alla sua attività di allevatore, ha iniziato ad allenare gli abitanti del villaggio di Wenfeng, seguendo nel corso degli anni più di 3.000 appassionati.

La sua filosofia è semplice: il tennis deve essere accessibile a tutti, senza distinzioni di età, professione o livello tecnico.

A Jingshan il tennis è diventato quotidianità

Quella che era nata come una passione di pochi si è trasformata progressivamente in un fenomeno locale. Dopo una campagna di promozione avviata nel 2008, a Jingshan sono aumentati i campi pubblici e si sono sviluppate competizioni organizzate.

Oggi la città, che conta meno di 600mila abitanti, dispone di 356 campi regolamentari e oltre 100mila praticanti abituali. Nel solo villaggio di Wenfeng se ne contano più di 80.

Il tennis, insomma, non viene più percepito come uno sport riservato a una fascia ristretta della popolazione, ma come un’attività inserita nella vita di tutti i giorni.

Sport, turismo e nuove opportunità economiche

Il modello di Jingshan va oltre la pratica sportiva. Le competizioni attirano visitatori dalle grandi città e alimentano ristorazione, ospitalità e servizi.

Molti residenti hanno iniziato ad affittare camere alle famiglie dei giovani tennisti, mentre altri hanno aperto ristoranti, strutture ricettive e circoli. Anche alcuni lavoratori emigrati hanno scelto di tornare nella propria zona d’origine per avviare nuove attività.

Il Jingshan Open ha registrato 56mila spettatori nell’ultima edizione citata e generato 110 milioni di yuan di entrate turistiche dirette. Complessivamente, il settore legato al tennis supera i 3,5 miliardi di yuan di valore produttivo.

Un modello che guarda anche all’industria

La strategia cinese punta ora a trasformare Jingshan in un polo completo del tennis. La città sta sviluppando un parco industriale digitale a basse emissioni e negli ultimi tre anni ha attirato investimenti e progetti della filiera per oltre 10 miliardi di yuan.

Un percorso simile è stato intrapreso anche da Wuning, nello Jiangxi, dove il tennis viene utilizzato per rafforzare turismo e sviluppo rurale.

La crescita si inserisce in un fenomeno nazionale: nel 2024 i praticanti di tennis in Cina erano 25,19 milioni, il 28% in più rispetto al 2021.

Così, mentre in Italia Sinner e Cobolli raccontano l’aspetto più competitivo e spettacolare del tennis, a migliaia di chilometri di distanza questo stesso sport viene utilizzato come leva per cambiare il volto di intere comunità.

fonte: Xinhua


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