
A partire dal prossimo 12 giugno sarà il Colosseo a fare da cornice a una mostra dedicata al legame leggendario tra Troia e Roma. Il percorso si sviluppa lungo un doppio binario, letterario e archeologico, restituendo una lettura critica e comparata delle fonti storiche oggi disponibili.
«Con questa iniziativa di diplomazia culturale», ha detto il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, «proiettiamo sulla scena internazionale la forza narrativa di un mito della fondazione, restituendo la concretezza delle evaporate evidenze archeologiche di una civiltà originaria e generatrice». Il Ministro ha sottolineato come si tratti di un'esposizione che conferisce all'epica una dimensione tangibile, capace di intrecciare la costruzione mitologica con il luogo che ne è stato matrice e ispirazione.
Un entusiasmo condiviso dal Ministro della Cultura e del Turismo della Turchia, Mehmet Nuri Ersoy: «Portiamo la storia epica di Troia al Colosseo, uno dei più importanti punti d'incontro del turismo mondiale, con una mostra che unisce rigore scientifico, tutela e capacità narrative». Questo progetto rende accessibile a un pubblico globale un patrimonio di valore universale e rappresenta un passo significativo nella cooperazione culturale internazionale.
La mostra guida i visitatori attraverso un itinerario immersivo suddiviso in quattro sezioni. La prima area espositiva è dedicata alla ricostruzione storica, archeologica e topografica del sito di Troia. Grazie a un significativo nucleo di reperti provenienti dai musei turchi, viene offerta una panoramica inedita sul mondo ittita e sulle diverse realtà culturali dell'Anatolia tra il III e il II millennio a.C.
La seconda tappa è dedicata alla Guerra di Troia, raccontata a partire dal punto di vista dei Troiani, con particolare attenzione ai protagonisti e agli eventi principali del conflitto. Ampio spazio è riservato alla figura di Omero e al tema della tradizione epica, analizzata nei suoi risvolti filologici, storici e antropologici, per poi concludersi con la caduta della città (Ilioupersis) e l'avvio della diaspora che vede protagonista Enea.
Attraverso le tradizioni letterarie, da Stesicoro a Virgilio, e la documentazione archeologica, la terza sezione approfondisce il viaggio di Enea. Particolare rilievo è attribuito ai contesti italiani, con la valorizzazione di siti dell'Italia meridionale, della Sicilia e del Lazio legati al passaggio dell'eroe troiano. In questa fase viene proposto anche un quadro ricostruttivo del territorio laziale tra il XII e il IX secolo a.C., offrendo strumenti interpretativi per una contestualizzazione storica del mito.
L'ultima sezione chiude il percorso dedicandosi al mito di Romolo e alla fondazione di Roma, attraverso l'analisi delle principali tradizioni e la presentazione di reperti e testimonianze figurative di grande rilevanza. Viene ricostruito il quadro della Roma arcaica e approfondito il processo attraverso il quale i Romani elaborarono la propria origine troiana, considerata un elemento centrale nella costruzione dell'identità politica e ideologica della città. La sezione propone infine un focus sull'età augustea, su Virgilio e sulla canonizzazione della saga eneadica.
Attraverso il racconto di figure emblematiche quali Paride, Elena, Priamo, Ecuba, Cassandra, Ettore, Agamennone, Menelao, Achille, Patroclo, Enea, Lavinia, Ascanio e Romolo, la mostra propone un viaggio critico e accessibile nella memoria condivisa del Mediterraneo.
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